Sicurezza
In causa con un’azienda è a rischio distacco
«Una società romana minaccia di tagliarmi luce e gas nella seconda casa, è diventato un incubo»
LIVORNO. Prigionieri dei call center. Bruno Cancellieri lo è due volte. La prima perché ha smesso di rispondere al telefono, per non incappare nelle chiamate indesiderate. La seconda perché rischia di restare senza luce nella casa al mare, di Marina di Massa, dopo un contenzioso con un gestore di energia, aperto più di sei mesi fa e non ancora concluso. Un problema di contratti attivati senza consenso, per telefono. Per questo, sottoscrive la petizione de Il Tirreno che punta a cambiare la legge in Italia sul telemarketing.
La nostra campagna vuole che il Registro delle Opposizioni sia aperto a tutti i numeri, fissi e mobili, e non solo a quelli pubblicati negli elenchi, in modo da estendere al massimo lo scudo contro le chiamate indesiderate. Punta anche a utilizzare l'iscrizione al Registro per azzerare le autorizzazioni pregresse rilasciate dagli abbonati (in modo anche inconsapevole) all'utilizzo commerciale dei numeri di telefono. E vuole che venga istituita una responsabilità solidale fra call center e società che organizzano le campagne promozionali, in modo che i clienti sappiano sempre contro chi rivalersi in caso di telefonate indesiderate.
Cancellieri, appunto, denuncia: «Ricevo in media 3-4 telefonate moleste al giorno. In seguito ad una di queste ho un contenzioso aperto da aprile con una società romana di distribuzione luce e gas che ora minaccia, se non l'ha già fatto, di tagliarmi luce e gas nella mia seconda casa di Marina di Massa. Una storia allucinante, oltre qualsiasi fantasia. Da mesi non rispondo più a telefonate fisse e mobili da numeri che non conosco. Il danno è evidente e può diventare pesante in qualsiasi momento». Riguardo al dilagare delle telefonate indesiderate si pone una domanda Giorgio Facchetti: «Ma chi ci vende? Chi vende i nostri numeri? Siamo sicuri che i nostri politici siano interessati a difendere i privati cittadini invece di coloro che ci vendono? Me lo domando perché è inaccettabile essere tempestati di chiamate indesiderate anche sul cellulare che è un numero privato e non pubblicato».
Lo ha sperimentato Andrea Sculati, responsabile della comunicazione di una delle imprese della nautica più importanti d'Italia e d'Europa: «Il danno dei call center che mi chiamano 3-4 volte al giorno sul cellulare l'ho sperimentato proprio pochi giorni fa. Mi ha cercato il mio cliente da Viareggio. Il prefisso 0584 e un numero che non mi sembrava di riconoscere: mi è venuto il dubbio e quindi non ho risposto. Siamo a questo: ho smesso di rispondere al mio grande cliente perché ho paura di essere stalkerizzato dai call center. Ma la mia non è una paura infondata. Mi cercano da prefissi di tutti i tipi: da Milano, da Novara, di recente anche da uno 070. Quindi diffido dei numeri che non riconosco».
Il disturbo, però, resta. Soprattutto se le chiamate sono anche cinque al giorno. A volte anche di più. E fino a quando sono sul cellulare, c’è possibilità di vedere il numero. Ma sul fisso, non sempre è possibile. E così accade quello che ci segnala Tamara Manzo alla mail inchiestadeilettori@iltirreno.it a disposizione di chiunque: «Mia madre, che abita in centro a Pisa, riceve ogni giorno dalle 4 alle 7 telefonate al giorno e il numero sembra crescere in continuazione, per proposte di cambi contratti sia di vere o false compagnie telefoniche, che di vere o false compagnie di distribuzione di energia elettrica. La cosa è veramente scioccante e rende insicura la vita di una persona che vive da sola». Forse, però - suggerisce Grazia Vezzosi da Sovigliana - un modo per scoraggiare chi fa le chiamate indesiderate c'è. Lo suggerisce proprio alla mail dei lettori: «Oggi ricevo pochissime offerte, a differenza di un tempo. Prima di infuriavo e pronunciavo frasi del tipo: “Chi vi ha dato il mio numero? Basta non voglio sentire”. Oggi ho adottato un altro metodo. Dopo un periodo nel quale abbassavo la cornetta e spesso mi sentivo richiamare, oggi appena sento che si tratta di un call center rispondo: “No grazie, buongiorno”. E vengo importunata molto meno». La gentilezza, evidentemente, paga.
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