Il Tirreno

Toscana

TERREMOTI E PREVENZIONE

La Toscana investe per monitorare le aree sismiche

FIRENZE. Prevedere non è possibile. Ma capire quanto alto sia il rischio sismico sì. E la Toscana investe oltre 80mila euro per verificare quanto a rischio terremorti siano le sue zone più sensibili:...

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FIRENZE. Prevedere non è possibile. Ma capire quanto alto sia il rischio sismico sì. E la Toscana investe oltre 80mila euro per verificare quanto a rischio terremorti siano le sue zone più sensibili: Garfagnana, Lunigiana, Amiata, Mugello e Valtiberina. Incarica il Cnr di Pisa, il Cnr di Firenze e l’università di Genova di studiare vari parametri del proprio territorio e di consegnare tre relazioni entro il 3i gennaio 2017, in modo da poter programmare interventi di “prevenzione” mirati, su stabili e aree.

Per il “monitoraggio delle livello di sismicità delle aree a maggiore pericolosità” la Regione spenderà 83mila euro destinati a co-finanziare tre progetti.

Il primo è quello con il Dipartimento di Scienze, ambiente e vita dell’università di Genova. Al Distav la Toscana riconosce 30mila euro (su 60mila) perché entro il 31 dicembre aggiorni il monitoraggio “sismometrico” dell’Appennino Nord-Occidentale attraverso le 12 stazioni piazzate in Lunigiana e Garfagnana. Il monitoraggio sismometrico - spiega la Regione - ha «l’obiettivo di studiare l’evoluzione spazio-temporale dello scuotimento sismico in occasione di possibili eventi sismici che si possono verificare in un’area». In sostanza serve a capire quanto può “ballare”, scuotersi, la terra durante in terremoto in un determinato territorio.

Invece, all’istituto di Geosciente e georisorse del Cnr di Pisa (76mila euro, di cui 38mila a carico della Regione) viene affidato il monitoraggio “geochimico” in Garfagnana, Lunigiana, Mugello, Amiata, Valtiberina. Scopo di questa verifica è studiare «la variazione di alcuni parametri legati ai gas disciolti nelle acque sotterranee». In base ai cambiamenti di questi paramenti si possono fornire «correlazioni con eventi sismici».

Infine, c’è l’incarico con l’Istituto di Geoscienze e georisorse del Cnr di Firenze (30mila euro, di cui 15mila a carico della Regione). In questo caso, si tratta di studiare l’attività «tettonica della Toscana: si tratta di un passaggio fondamentale - scrive la Regione - sia per orientare e comprendere gli esiti degli altri due monitoraggio (quelli affidati a Genova e a Pisa) sia per fornire strumenti necessari per la microzonazione sismica». E cioè per creare una mappa di dettaglio (quasi quartiere per quartiere) della pericolosità sismica.

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