Il Tirreno

Toscana

Appalto rifiuti truccato, scatta la retata

di Massimo Mugnaini
Appalto rifiuti truccato, scatta la retata

Per la gara da 3,5 miliardi di euro ai domiciliari il direttore dell’Ato Toscana Sud Andrea Corti: «Ha intascato 380mila euro»

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GROSSETO. Il maxi appalto ventennale da 3,5 miliardi di euro per la gestione completa del ciclo dei rifiuti urbani nelle province di Grosseto, Siena e Arezzo (Ato Toscana Sud) sarebbe stato truccato per far vincere il raggruppamento temporaneo d'impresa Sei Toscana, grazie a un sistema di commistione tra controllori e controllati.

È l’ipotesi al cuore dell'inchiesta dei pm fiorentini Leopoldo De Gregorio e Rodrigo Merlo, sfociata ieri mattina nell’arresto del direttore generale della Ato Toscana Sud Andrea Corti, 50 anni, di Montevarchi, e nell’esecuzione di misure interdittive dall’attività professionale e di dirigenza di imprese a carico di tre professionisti.

Si tratta dell'avvocato Valerio Menaldi, 52 anni, originario del Casertano e fiorentino d’adozione, del commercialista piombinese Eros Organni, 51 anni, amministratore delegato di Sei Toscana, e Marco Buzzichelli, 54 anni, nato a Colle Val D'Elsa e residente a Poggibonsi, amministratore delegato di Sienambiente, capofila di Sei Toscana.

Insieme con loro, sono indagati a vario titolo per corruzione, concussione per induzione e turbativa d’asta dalla procura di Firenze il fiorentino Tommaso D’Onza, 43 anni, socio di Menaldi e il senese Fabrizio Vigni, 60 anni, amministratore di Sei Toscana. «La spregiudicatezza» del direttore dell'Ato Toscana Sud Andrea Corti «nella gestione della cosa pubblica e la sua fame di denaro appare, per certi aspetti, imbarazzante” scrive il gip Matteo Zanobini disponendone gli arresti domiciliari. La procura aveva chiesto per Corti il carcere ma il gip ha ritenuto sufficienti i domiciliari accompagnati “da divieto assoluto di incontri e colloquio” tranne che per i familiari. Per i tre professionisti invece i pm avevano chiesto i domiciliari, negati dal gip. L’indagine era partita nel 2013 dopo un esposto del Movimento 5 Stelle di Grosseto, oltre che da alcune segnalazioni anonime.

«Un intreccio di intese davvero sconcertante» ha definito quanto emerso dalle indagini della Guardia di Finanza di Firenze il procuratore capo del capoluogo Giuseppe Creazzo, competente territorialmente perchè il contratto Ato-Sei toscana è stato siglato proprio a Firenze.

Secondo l'accusa infatti i 6 indagati avrebbero concordato preliminarmente le modalità di dettaglio della procedura per il maxi bando di gara, nonostante rivestissero ruoli distinti, concertando addirittura le domande da rivolgere ai potenziali concorrenti. Avrebbero inoltre concordato la redazione di alcuni documenti, di fatto “cucendo su misura” il bando di gara da 17 milioni annui per favorire Sei Toscana, la società appaltante. Inoltre, ipotizzano i pm, per scoraggiare eventuali ulteriori concorrenti alla partecipazione della gara per la raccolta, gestione e smaltimento ventennale dei rifiuti, avrebbero inserito nel bando alcune clausole ritenute «particolarmente vessatorie» per ogni altra impresa che avesse voluto partecipare alla gara.

Sarebbe stato lo studio dell’avvocato Menaldi a predisporre il bando di gara. In conflitto di interessi, per la procura, perché il suo studio sarebbe collegato con quello dei commercialisti di Sei Toscana, la società che si è aggiudicata l’appalto nel 2013.

Quanto a Corti, secondo i finanzieri «i guadagni illeciti di cui ha beneficiato sono stati quantificati in oltre 380mila euro, compenso giustificato contabilmente dagli imprenditori che si erano aggiudicati l’appalto facendoli figurare come costi (in realtà mai sostenuti) per incarichi di prestazione d’opera o per collaborazione e consulenza». Corti, in fase d’appalto, sarebbe stato in costante contatto con consulenti del proprio ente e con quelli di società e studi professionali gravitanti intorno al raggruppamento di imprese che vincerà la gara. A provarlo, secondo gli inquirenti, un’agenda fitta di incontri (almeno 40, proprio nel periodo della gara) che gli è stata sequestrata.

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