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In un anno, un porto: Azimut apre a Malta prima che a Livorno
A La Valletta l’ok per costruire l’approdo è arrivato in 12 mesi Aprirà in estate. Poerio: «In Toscana attendiamo da 13 anni»
LIVORNO. «L’anno scorso ci siamo aggiudicati la gara per la realizzazione del nuovo porto turistico di Malta e a distanza di 12 mesi abbiamo già ricevuto tutte le autorizzazioni per iniziare a costruire. A Livorno, invece, l’iter è fermo al palo: dal 2003 ad oggi non è cambiato niente. È 13 anni che discutiamo sui progetti, alcuni dei quali per altro sono già stati approvati. Non voglio certo fare polemica, ma dopo un po’ anche i santi perdono la pazienza».
Vincenzo Poerio, 62 anni, è l’amministratore delegato di Azimut Benetti. Napoletano, ormai trapiantato a Sarzana, il manager del gruppo nautico che produce yacht a Livorno e Viareggio è stanco di aspettare la burocrazia. Mentre a La Valletta i lavori sono pronti a partire e già in estate il nuovo approdo da circa 200 posti barca sarà «parzialmente pronto per far transitare natanti fino a 50 metri di lunghezza» - fanno sapere fonti interne alla società - al porto mediceo è tutto fermo. L’azienda, da diverso tempo, oltre a costruire i panfili si è tuffata nella gestione delle infrastrutture marittime: è presente a Marina di Varazze, a Viareggio e a Mosca, dove è a capo del lussuoso porto sul lago Himki.
Il manager campano, a Livorno, spera comunque di poter ospitare i primi natanti fra tre anni. A condizione che le pratiche burocratiche si sblocchino nel più breve tempo possibile. «La mia speranza - rimarca Poerio - è che entro 12 mesi possa arrivare il via libera definitivo. L’Autorità portuale, per altro, ha già dato il suo assenso e appena ci diranno di partire completeremo il nuovo approdo in due anni. Da quel momento, e da quando riceveremo chiarimenti in merito all’attuale assetto del porto con il quale dovremo convivere - continua il manager napoletano - ci attiveremo. Il sindaco su questo è molto proattivo e noi siamo in grado di rispettare gli impegni presi».
Ma dov’è l'intoppo? «Ora il Comune deve riconfermare ciò che fu deciso dalle amministrazioni precedenti - continua Poerio - ma sono sincero, li capisco: se in 13 anni non è mai arrivato il via libera, è normale che chiunque subentri voglia rivedere tutto da capo. È chiaro che bisognerebbe dare continuità all’azione amministrativa, ma purtroppo in Italia tutti sappiamo che non funziona esattamente così».
La differenza di velocità fra il nostro paese e Malta è sotto gli occhi di tutti. Lì, in un anno, il progetto è stato approvato. E a giugno l’approdo turistico, almeno in parte, sarà aperto. Ma forse, all’estero, è la normalità. Mentre a Livorno, per l’inaugurazione, ben che vada non basteranno tre lustri (dal 2003). «Evidentemente i maltesi hanno più facilità nel confrontarsi fra di loro e con noi imprenditori e a prendere questo tipo di decisioni - sottolinea l’ad di Azimut Benetti - mentre in Italia le valutazioni sono lente e spesso sorgono degli intoppi. Il nostro piano a Livorno era stato concordato direttamente con l’allora presidente del Consiglio. A Roma - ricorda Poerio - facemmo una riunione con ben 14 autorità. C’era l’accordo unanime. Poi chissà perché si è trascinato tutto negli anni. Forse c’è poca capacità nel guardare tutti gli aspetti di una cosa, per poi valutarne le difficoltà e prendere le decisioni in merito». Bene, insomma, essere ligi al dovere, «però - conclude il manager del gruppo nautico - bisognerebbe rispettare certe tempistiche, altrimenti si perdono le opportunità. Poi non lamentiamoci se in Italia ci si sviluppa più lentamente che altrove».
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