Sicurezza
Pirateria on line, la Finanza sequestra 152 siti internet - L'elenco
Offrivano gratis partite di calcio, film e altri eventi in streaming. Interessati 69 provider, oscurati i portali. "E' la più grossa operazione nei confronti del web italiano"
ROMA. Le unità speciali della Guardia di Finanza di Roma hanno sequestrato 152 siti internet che offrivano gratis eventi sportivi, partite di calcio e film in streaming. L'operazione "Odissea" (questo il nome dato al maxisequestro) è stata ordinata dal Tribunale di Roma. Il gip Alessandra Boffi ha disposto il sequestro ad alcuni provider utili per l'accesso ad Internet in Italia. Il provvedimento dispone l'oscuramento dei diversi portali "pirata", che secondo il giudice violano le norme a tutela del diritto d'autore.
Come ha sottolineato l'avvocato Fulvio Sarzana, che assiste alcuni operatori di rete, "si tratta del sequestro più imponente della storia dell'Internet italiano, in virtù del numero di siti coinvolti. In precedenza il numero più alto di portali coinvolti in una singola operazione di sequestro era stato di 124 siti".
L'autorità giudiziaria capitolina ha infatti confermato le ipotesi di reato avanzate a conclusione di una vasta indagine, che ha permesso di accertare come piattaforme illegali mettessero a disposizione degli utenti film, anche di prima visione, ed eventi sportivi nazionali ed internazionali, che risultano aver avuto svariati milioni di accessi.
I domini denunciati - spiegano gli investigatori - si avvalgono della cosiddetta "esterovestizione": in pratica, attraverso servizi di anonimizzazione si presentano come localizzati in territorio extranazionale. Per limitare e contrastare il fenomeno, il Gip ha emesso decreto di sequestro preventivo, disponendo nell'immediato il blocco, mediante oscuramento dall'Italia, dell'accesso ai siti in questione. Sessantanove i provider interessati.
Secondo recenti stime, i danni provocati dallo streaming e dal downloading illegali sarebbero superiori ai 3 miliardi di euro l'anno, di cui la metà relativamente ai soli settori cinematografico e musicale. Un cittadino italiano su 3 avrebbe accesso a contenuti audiovisivi non originali, con un danno quantificabile in 500 milioni di euro per il settore.
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