Sicurezza
Maltempo, parla l'esperto: "Le trombe d'aria sono causate dai cambiamenti climatici"
Il climatologo Giampiero Maracchi: "Il riscaldamento dell'Atlantico è l'innesco dei fenomeni nel Mediterraneo"
Trombe d'aria come quella di ieri, domenica 6 novembre a Ladispoli "sono sempre più frequenti" in Italia e la causa della loro formazione è una sola, "i cambiamenti climatici che hanno portato l'Oceano Atlantico ad aumentare la sua temperatura di 2 gradi negli ultimi 30 anni". L'analisi è del climatologo dell'università di Firenze Giampiero Maracchi, secondo il quale con il riscaldamento del mare viene liberata una quantità di calore ed energia sempre maggiore" e questo è un elemento essenziale, nell'area mediterranea, per la formazione di trombe d'aria".
Venti fino a 150 km/h e danni ingenti: così si manifestano le trombe d'aria come quella che ieri, oltre a fare due vittime, ha causato danni ingenti. Raffiche di vento si sono inoltre avvertite in tutta la capitale. Maracchi ha ricordato le trombe d'aria del primo agosto 2015, quando venne devastata parte di Firenze, e del successivo marzo, quando fu colpita la riviera toscana.
Le trombe d'aria, ha precisato il climatologo, "sono una delle due manifestazioni del riscaldamento dell'Atlantico: l'altra sono le piogge intense, in particolare i cosiddetti cicloni extra-tropicali. Se ne contano 3-4 l'anno e si manifestano sotto forma di piogge violente o intense, con esondazioni dei corsi d'acqua".
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.14377036:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.14377036:1652292465/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La ricetta di Maracchi per limitare questi fenomeni è apparentemente semplice: "cominciare a usare meno petrolio, il cui consumo è raddoppiato dall'80 ad oggi. Ma finora le varie conferenze sul clima - rileva proprio nel giorno della conferenza sul clima di Marrakech - non hanno portato risultati in tal senso".
Ad analizzare a livello meteorologico la tromba d'aria è Matteo Rosi, previsore del Consorzio Lamma-Cnr. "Nei bassi strati dell'atmosfera - sottolinea - si è formato un flusso di aria umida e mite, in quota invece abbiamo avuto aria più fresca. L'aria calda, rafforzata dalla temperatura più alta del mare che produce energia ed umidità, salendo si è scontrata con l'aria fresca proveniente dall'Atlantico". In questo caso, aggiunge Rosi, "i fenomeni atmosferici correlati possono essere esplosivi, con temporali anche intensi, venti molto forti e trombe d'aria".
Prevedere le trombe d'aria, sottolineano i meteorologi del Centro Epson Meteo, è purtroppo impossibile: "E' senz'altro possibile prevedere le condizioni generali che rendono probabili la formazione di un temporale violento - spiegano - ma nessun modello è ancora in grado di simulare nel dettaglio e con sufficiente anticipo la formazione di un tornado. In questi casi l'unica arma a disposizione è la prevenzione, unita ad un'attenta sorveglianza (ad esempio mediante i radar) delle condizioni in atto qualora sia giustificata ed emessa un'allerta".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
