Il Tirreno

Toscana

Angeli del fango sempre - L'editoriale

di Luigi Vicinanza
Angeli del fango sempre - L'editoriale

Tra i giovani diciottenni, freschi di diploma, cresce la voglia di affrontare la dura carriera militare in marina. Motivo? Salvare vite umane

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Freddi numeri le statistiche. Sequenza di aride cifre. Sanno essere spietate, a volte, le statistiche. Eppure c’è un dato, appreso in questi giorni, che mi scalda il cuore. Tra i giovani diciottenni, freschi di diploma, cresce la voglia di affrontare la dura carriera militare in marina. Motivo? Salvare vite umane. Sì, soccorrere quelle donne e quegli uomini coi loro bambini ammassati su mortali barconi dai mercanti di carne umana. All’Accademia Militare di Livorno, che proprio oggi compie 135 gloriosi anni, mi è stata mostrata una slide: dal 2013 fino a quest’anno è cresciuto del 32% il numero delle domande per entrarvi; 6.200 giovani contro 4.700. Solo un gruppo ristretto verrà ammesso, un centinaio all’anno. Ma la tendenza è netta. Il contrammiraglio Pierpaolo Ribuffo, comandante e gentiluomo, di fronte alla mia sorpresa parla dell’effetto emulativo provocato dai risultati delle operazioni “Mare nostrum” e “Mare sicuro2.

È vero, la nostra Marina, nelle sue varie articolazioni, ha salvato migliaia di essere umani privati di ogni dignità. Ecco un mestiere delle armi che dà la vita anziché toglierla. Generosi ed eroici in mezzo al mare. I problemi con i migranti semmai iniziano sulla terraferma, ma è tutta un’altra storia. Questi ragazzi sono i figli e i nipoti degli angeli del fango. A Firenze 50 anni fa. In Irpinia durante il terremoto del 1980. E poi su e giù lungo lo Stivale in uno slancio di generosità decennio dopo decennio. Un’Italia solidale e trasversale che ci piace immaginare così distinta e distante dagli egoismi e dalle meschinerie di certa cattiva politica o di un’imprenditoria stracciona. Un mondo lontano dalle luci della ribalta, operoso e concreto. Se dopo nove anni di crisi nera restiamo a galla e continuiamo a sperare ci sarà pure un buon motivo: forse, proprio quella catena umana di giovani e meno giovani sempre disposti a tendere una mano in soccorso dell’altro. Troppo spesso lo dimentichiamo. Buona domenica. 

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