Sicurezza
Appalti e mazzette: nuove perquisizioni dopo i due arresti
In carcere Fani, presidente dei costruttori di Firenze e un dirigente del Provveditorato per i Lavori Pubblici
FIRENZE. Potrebbe essere “soltanto” la classica punta dell’iceberg, il doppio arresto per corruzione di giovedì davanti alla sede del Provveditorato per le opere pubbliche di Toscana, Umbria e Marche, in via de’ Servi a Firenze. E l’iceberg sarebbe un vorticoso giro di mazzette allo stesso Provveditorato. Tangenti in cambio di appalti o varianti in corso d’opera: vecchia storia ma purtroppo, a quanto pare, sempre attuale.
In carcere sono finiti l’architetto Stefano Fani, da due anni presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) di Firenze e un funzionario tecnico del Provveditorato, Francesco Saverio Marino. Le telecamere piazzate dai finanzieri del colonnello D’Elia, impegnati nelle indagini da mesi, li hanno immortalati mentre il primo passava una mazzetta da 2.800 euro al secondo.
L’ipotesi “corruzione diffusa” è tutta da provare ma i pm Christine von Borries e Luca Turco sembrano procedere spediti in questa direzione. Ieri la Finanza ha effettuato numerose perquisizioni a carico di imprenditori e funzionari del Provveditorato, sui cui nomi vige il più stretto riserbo degli inquirenti. L’inchiesta è delicatissima, dal momento che il Provveditorato con sede nel capoluogo toscano è competente non solo per la Toscana ma anche per Marche e Umbria, colpite dal terremoto e dunque interessate dalla ricostruzione post-sisma.
L’indagine, partita la scorsa primavera dall’esposto presentato alla procura fiorentina diretta da Giuseppe Creazzo, forse da parte di un imprenditore stanco di pagare mazzette o vedersi scippare sotto il naso qualche appalto, è destinata ad allargarsi. Nel mirino proprio i funzionari del Provveditorato. Peraltro gli investigatori avrebbero già la prova di almeno un altro passaggio sospetto di denaro tra un imprenditore e un funzionario. Sia Fani che Marino intanto si trovano nel carcere di Sollicciano. Il gip Alessandro Moneti li raggiungerà lunedì per la convalida del fermo e l’interrogatorio di garanzia. A difendere i due arrestati per corruzione sono gli avvocati Mario Taddeucci Sassolini e Valerio Valignani. L’arresto di Fani è stato accolta con incredulità nell’ambiente degli industriali toscani, anche perché nel giugno scorso il presidente di Confindustria Firenze Massimo Messeri gli aveva affidato la delega per il progetto della città metropolitana.
Nessun dirigente dell’Ance ha voluto commentare la notizia del suo arresto. Inoltre Fani non è soltanto il presidente fiorentino degli industriali edili ma anche membro del consiglio direttivo e della giunta di Confindustria, nonché proprietario della società Sire, aggiudicataria di importanti lavori, specializzata in interventi di restauro di edifici monumentali, nella ristrutturazione di edifici civili, industriali e alberghieri.
Inoltre è stato insignito nel 2011 del “Fiorino d’Oro”, prestigioso premio fiorentino. A consegnarglielo nel salone de’ Cinquecento a Palazzo Vecchio, l’allora sindaco Matteo Renzi. Fani venne premiato in qualità di presidente dell’associazione calcistica “Settignanese”, dove ha militato per alcuni anni proprio un figlio dell’attuale premier.
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