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Telefonate moleste

Telefonate moleste, il record di Enrico: "Mi hanno chiamato 82 volte in un'ora e mezzo". Ecco da quale numero

Ilaria Bonuccelli
Telefonate moleste, il record di Enrico: "Mi hanno chiamato 82 volte in un'ora e mezzo". Ecco da quale numero

L’operatore trova libero, ma l’abbonato non risponde e scatta il bombardamento: una telefonata al minuto - FIRMA QUI LA PETIZIONE PER CAMBIARE LA LEGGE

 

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GROSSETO. Il cellulare non ha squillato neppure una volta per l’abbonato. Per il call center, invece, sì. L’utente risultava disponibile. La linea libera. Non aveva motivo di non rispondere. E allora giù con le chiamate. Una, due, tre. Fino a 82. In meno di un’ora e mezzo. Una al minuto, in media. Alla faccia dello stalking telefonico.

Non è una cifra a caso. Le chiamate sono tutte registrate. Lunedì 31 ottobre, dalle 19,29 alle 20,50 sul cellulare di Enrico Aiani. Partite da un numero di Grosseto: 0564/1760855. Il cellulare del carabiniere di Massa in pensione lo aveva già registrato e archiviato come numero molesto. Quindi, quando il cellulare ha iniziato a squillare lo ha deviato in automatico. «Sul mio telefono - spiega Aiani - ho installato una app a pagamento che si chiama “Whoming” che mi consente perfino di rintracciare i numeri anonimi: in base a quanto paghi, nel giro di pochi secondo ti appare il numero in chiaro».

Per i numeri molesti - precisa Aiani - funziona in modo altrettanto semplice: «Quando rispondo a un numero di un call center, lo registro e la app dalla volta successiva lo blocca in automatico. Quindi, quando il numero in questione mi chiama, a me il cellulare non squilla neppure. Chi chiama, invece, trova la linea libera: il telefono fa un primo squillo e subito dà il segnale di occupato, come se io avessi staccato. L’intento, infatti è di scoraggiare a richiamare». Insomma, la sensazione che la app dà a chi chiama con un numero indesiderato è che l’abbonato stacchi la comunicazione dopo il primo squillo.

Il sistema, però, non deve essere piaciuto al call center il cui numero risulterebbe collegato al gestore dell’energia “Green network”. L’abbonato non si ricorda a chi appartenga il numero dalla volta che ha deciso di registrarlo fra gli indesiderati. «Posso dire con certezza - insiste - di aver ricevuto 82 telefonate perché quando controllo la app, mi dà il report delle telefonate dei numeri bloccati. Ha battuto il record stabilito il 28 ottobre da un numero di Milano (02/80887997): dalle 13,52 alle 16,43 mi ha contattato 38 volte». Ma almeno - dice Aiani - «sono tutelato dalle chiamate indesiderate sul cellulare. A casa mi sono difeso diversamente: avendo una madre di 90 anni ho cambiato il numero fisso e ho intimato il gestore di non diffonderlo. Infatti non ci cerca nessuno. Per il mobile, mi sono organizzato con questa app». Che, però, non impedisce ai call center di avere un atteggiamento che sfocia nelle molestie per ammissione di Green network.

La società dell’energia annuncia di aversubito avviato una verifica «per controllare se il call center sia in qualche modo collegato a noi. Se così risultasse, prenderemo provvedimenti drastici». Questa - assicura la società -è la linea adottata ormai da mesi. Da quando Green Network ha verificato l’esistenza di «pratiche commerciali scorrette per nostri contratti, ma riconducibili a società terze rispetto a noi. Agenzie che, indipendentemente dal caso in questione, si occupavano di servizio di vendita telefonica dell’energia sul libero mercato». Una volta appurati i «comportamenti scorretti», Green Network non solo «ha rescisso la maggior parte dei contratti con questi call center, mantenendo rapporti solo con due società», ma ha anche «avviato azioni legali nei confronti di queste agenzie. In più la società ha modificato le procedure di selezione delle agenzie, ha iniziato a esercitare un’attività di controllo più severa perfino di quella prevista dalle normative vigenti. E ha avviato un rapporto di collaborazione con associazioni di consumatori che hanno certificato la correttezza del nostro processo commerciale». Ma siccome questo potrebbe non bastare, Green Network invoca un intervento del legislatore, magari per «istituire un albo delle agenzie, in modo da dare certezza agli operatori del settore». Essere onesti senza cani da guardia, in Italia, infatti, sembra impossibile.

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