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«Ho dovuto staccare il telefono le molestie erano insopportabili»

«Ho dovuto staccare il telefono le molestie erano insopportabili»

Non si rassegnano gli abbonati alle chiamate moleste. Neppure quando, come nel caso di Bruna Giacomi, staccano «il telefono di casa perché non ne potevo più essere disturbata. E ora anche il...

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Non si rassegnano gli abbonati alle chiamate moleste. Neppure quando, come nel caso di Bruna Giacomi, staccano «il telefono di casa perché non ne potevo più essere disturbata. E ora anche il cellulare rischia grosso». Prima di annullare anche questo contratto, l’abbonata tenta un’altra strada. Firma la petizione che Il Tirreno lancia sulla piattaforma change.org per cambiare la legge che oggi regolamenta il telemarketing.

Nello specifico, la petizione de Il Tirreno propone di aprire il Registro delle Opposizioni a tutti i telefoni, sia fissi sia mobili, in modo di estendere la tutela dalle chiamate indesiderate a circa 95 milioni di numerazioni oggi escluse. Inoltre, chiede che l’iscrizione al Registro funzioni come un colpo di spugna sulle autorizzazioni pregresse rilasciate da tutti gli abbonati all’utilizzo del proprio numero a scopi commerciali. Questo dovrebbe migliorare la situazione di chi come Stefania Pinori ammette di sottoscrivere la petizione perché non ne «può più delle telefonate pubblicitarie minimo due al giorno». Per Gaetano Notaro ci sono due elementi da considerare quando si parla di telefonate moleste: uno soggettivo e uno più generale: «In primo luogo non voglio essere interrotto continuamente mentre lavoro; inoltre è necessario proteggere gli anziani da trabocchetti telefonici». Già gli anziani: risultano fra gli abbonati presi di mira più di frequente. Tuttavia - evidenzia Maria Grazia Spini - non sono gli unici: « Io sono chiamata molte volte al giorno in orari impossibili. La maggior parte delle volte sono call center che dicono di chiamare a nome di Telecom, Tim Enel energia».

In condizioni analoghe sostiene di trovarsi pure Pier Angelo Arrighi che sottoscrive la petizione del Tirreno «per cercare di porre fine a decine di chiamate a settimana, quasi sempre all'ora dei pasti, da parte di operatori dei più disparati call center. Quando voglio qualcosa, o qualche servizio, me lo cerco da solo». E addirittura Maurizio Bini dice che serve una nuova legge perché «si riceve a casa 10 telefonate al giorno per cambiare società telefonica: non se ne può davvero più».

Chi ha esperienze simili, oltre a sottoscrivere la nostra petizione, può raccontare la propria storia alla mail inchiestadeilettori@iltirreno.it. Lo fanno in molti, anche avanzando richieste. Ad esempio Antonella Peruffo non si limita a denunciare di ricevere chiamate a orari impossibili: invita a «capire anche chi vende numeri non in elenco». Purtroppo spesso siamo noi, quando autorizziamo, con la nostra firma, non solo il trattamento dei nostri dati per uso commerciale, ma anche la loro cessione. E cioè la loro vendita.

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