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LIVORNO-FIRENZE CON blablacar

Con la Bmw condivisa nel giorno senza treni

Con la Bmw condivisa nel giorno senza treni

(segue dalla prima pagina) Poteva essere un ingegnere, uno studente, un meccanico, un ballerino cubano. Maschio: unica certezza. È un po’ come fare l’autostop, ma con una app. Sempre con un dito,...

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(segue dalla prima pagina)

Poteva essere un ingegnere, uno studente, un meccanico, un ballerino cubano. Maschio: unica certezza. È un po’ come fare l’autostop, ma con una app. Sempre con un dito, però, chiedi un passaggio e chi arriva, arriva.

Domenico partiva all’ora giusta per me e chiedeva un contributo conveniente: 5 euro. Più un euro a Blablacar e con 6 euro sono a Firenze. Altri conducenti facevano pagare 7 euro, un ragazzo anche 9 euro. Dipende dal tipo di macchina e dal tragitto, mi hanno spiegato poi. «Non dubito che qualcuno riesca a guadagnarci pure, ma è Blablacar che fissa i costi sulla base delle proposte dei conducenti. Il margine di inganno quindi è poco», mi racconta Domenico, prima di mettere la prima e partire.

La sua ultima meta è Reggio Emilia. Ha la famiglia lì, ma vive e lavora a Livorno da dieci anni. «Vado giù ogni fine settimana - racconta - anche perché qui non ho molto da fare. Così sia all’andata sia al ritorno metto sempre a disposizione l’auto per il car sharing. Al ritorno trovo sempre qualcuno, all’andata non sempre perché parto a un orario strano: all’ora di pranzo di venerdì, quando tutti sono ancora a lavoro. Però, quando c’è sciopero, c’è sempre richiesta».

Dopo poco si ferma al distributore di benzina e scende. Per essere una Bmw, mi sta facendo pagare poco, solo 5 euro, penso. Chissà perché. Quando sale glielo domando. «Ho deciso di mettere una tariffa fissa per ogni tappa - mi spiega - 5 euro per Firenze, 5 da Firenze a Bologna e così via. Questo perché una volta non si pagava via web ma di persona. Quindi, per non ritrovarmi a non avere resto da dare, ho optato per la quota fissa».

La Fi-Pi-Li è mezza vuota. Il sole attraversa le nuvole e entra delicato dal finestrino dell’auto. Il viaggio è un piacere. Forse la giornata riprende la piega giusta. «Sai una volta il viaggio fu una tragicommedia - mi racconta - ho dato il passaggio a tre persone: un ragazzo, una prof dell’università e una ragazza». Fa una pausa. Mi guarda. Capisce che suona come una barzelletta. «Quella ragazza - riprende, tornando a guardare la strada - prima di partire mi chiamò per dirmi “ho un computer, ci sta in auto?”. E io: certo. Che domande, ho pensato. Poi si presentò con un computer più grande del bagagliaio che ho dovuto mettere qui in mezzo». E indica la parte che divide il lato del conducente da quello del passeggero. «Il ragazzo, poverino, era obeso e stava a malapena nel sedile - continua - E la prof, che aveva preso il passaggio perché c’era sciopero, era allibita. Da ridere. Però è bello, si conoscono tante belle persone così».Sui sedili della Bmw, mi sento un’autostoppista di lusso. Non rimpiango il treno, nemmeno un po’. «Sempre più persone stanno usando il car sharing», mi racconta lui, che è iscritto al sito di Blablacar da sempre. «Anche in Toscana, le persone che offrono passaggio sono raddoppiate rispetto allo scorso anno e pure quelle che lo chiedono».

Ma non hai mai incontrato qualcuno di strano? Gli chiedo io. «No, Blablacar fa sempre controlli prima - mi dice - al massimo ho dato passaggio a logorroici». E ride. «Una volta da Firenze a Bologna diedi il passaggio a un ingegnere - riprende - e quando siamo passati sotto il tunnel ha incominciato a raccontarmi tutta la storia di quella struttura. Non ne potevo più». Dalla radio esce una canzone dei Creedence: Proud Mary, era una vita che non la sentivo. Alzo lo sguardo e vedo il cartello Scandicci. Siamo già arrivati. In anticipo. «Ti lascio qui alla fermata della tranvia, va bene?». Altri cinque minuti e 1,20 euro di biglietto e sarò a destinazione. Perfetto, gli dico. Gli stringo la mano, scendo. «Ci vediamo», mi dice. Come primo passaggio è andata bene.

Melania Carnevali

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di Redazione web