Il Tirreno

Toscana

Salva banche, balzello sui conti correnti. Pensionato toscano si ribella: «Basta, faccio causa»

di Stefano Taglione
Il lucchese Cesare Lazzaroni davanti alla sua filiale della cr Lucca Pisa Livorno mostra la lettera con il balzello
◗
Il lucchese Cesare Lazzaroni davanti alla sua filiale della cr Lucca Pisa Livorno mostra la lettera con il balzello

Correntisti inviperiti per la modifica unilaterale delle condizioni del conto: costerà di più per ripianare il buco di Etruria e degli altri istituti falliti. Un risparmiatore lucchese diffida Banco popolare: "Non voglio pagare per colpa di altri". - Quando la banca vi ha deluso: segnalateci i vostri casi

4 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Quella lettera non l’hanno proprio mandata giù. I clienti di alcune delle banche presenti in Toscana – fra cui Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno, Ubi e Unicredit – da qualche mese o settimana hanno scoperto, leggendo una raccomandata, che mantenere il conto corrente d’ora in poi costerà di più. «Quei soldi ci servono per finanziare il fondo salva-banche», questa la risposta dei dipendenti delle filiali ai quali, sperando che si trattasse di un errore, alcuni di loro si erano rivolti. Ed è più o meno la stessa frase che hanno potuto ascoltare al telefono dalla voce degli operatori dei call center, in questi ultimi tempi subissati di chiamate dei correntisti inviperiti. Che, sentendo la motivazione dei rincari, hanno deciso di mettere di mezzo perfino l’avvocato.

Per finanziare il cosiddetto Fondo di risoluzione unico – il salvadanaio per risolvere la crisi degli istituti di credito utilizzato anche nel salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e CariChieti – alcune banche hanno alzato le tariffe di una serie di prodotti commerciali. Una decisione motivata anche da altre ragioni, fra cui l’aumento delle commissioni interbancarie sulle carte di credito e di debito. Unicredit, ad esempio, dallo scorso primo luglio ha ritoccato il canone mensile di tre tipologie di conto (MyGenius Silver, Gold e Platinum) per due euro al mese. Mentre Ubi, a partire dal 29 settembre, ha deliberato un incremento di 12 euro l’anno che salva solo gli under 30. Apparentemente più incisiva l’azione di Banco Popolare (che in Toscana possiede la Cassa di Risparmio di Lucca Pisa Livorno), visto che a dicembre incasserà dai propri correntisti ben 25 euro.

Una richiesta che Cesare Lazzaroni, storico risparmiatore lucchese, ha deciso di rispedire al mittente. Lui, che negli anni Cinquanta rinunciava alle tre lire del gelato per infilarle nelle cassettine custodite dal cassiere, si è sentito tradito dal suo istituto di credito. «Proprio oggi (martedì 18 per chi legge ndr) ho inviato a Verona, alla sede centrale di Banco Popolare, una lettera di diffida – commenta Lazzaroni – e se mi addebitano questi 25 euro metterò di mezzo l’avvocato». Lazzaroni, 80 anni e un passato da dirigente in Coldiretti, può naturalmente recedere senza costi dal contratto stipulato decenni or sono. Lo prevede la legge: l’articolo 118 del decreto legislativo 385 del primo settembre 1993. Si intitola “Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali” e si può esercitare «qualora sussista un giustificato motivo». È ciò che, evidentemente, ritengono gli istituti di credito. «Io vorrei comunque rimanere in questa banca, ci sono affezionato – continua Lazzaroni – ma senza pagare i danni fatti dagli altri. Che colpa ne ho io. È così complicato capirlo? Che ci pensi il governo».

Proprio mercoledì 25 il Papa ha ricevuto in udienza le vittime del decreto Salva banche, a cui si aggiungeranno anche i risparmiatori del Monte dei Paschi di Siena, la cui dirigenza – da noi contattata – ci ha spiegato che «per il momento» non si prevede alcun balzello nei confronti dei correntisti, al pari di Intesa Sanpaolo, Carismi e delle banche di credito cooperativo della Toscana. Idem il Banco di Lucca e del Tirreno che però, per ragioni non legate al fondo di solidarietà, farà pagare il bancomat cinque euro l’anno anche a coloro che finora ne avevano la gratuità. Ma per il presidente dell’associazione dei consumatori Adusbef, Elio Lannutti, la serie di rincari potrebbe essere solo all’inizio. «Le banche non devono rivalersi sui propri clienti – spiega l’ex senatore dell’Italia dei Valori – e non capisco come mai Bankitalia non stia intervenendo. Il governo avrebbe dovuto rendere pubblico il Monte dei Paschi di Siena e, inglobando l’istituto di credito toscano, salvare anche gli altri. Non escludo che in futuro, oltre a chi lo ha già fatto, altre banche decidano di alzare i canoni dei conti correnti. È possibile, ma speriamo che non accada».

  • QUANDO LA BANCA VI HA DELUSO: SEGNALATECELO

Anche voi avete ricevuto la lettera che informa sull'aumento del canone del conto corrente? Siete delusi o arrabbiati da quelli che secondo voi sono immotivati aumenti del conto? Avete rimostranze verso la vostra banca? Contatteci  e scriveteci sulla nostra pagina Facebook o inviate una mail a inchiestadeilettori@iltirreno.it

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web