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Calenda: "Ddl Concorrenza prima del referendum". Ma il Senato cancella i lavori
Il 5 ottore, in una seduta congiunta della commissione Industria, il ministro Calenda rassicura che il disegno di legge verrà discusso prima di dicembre. Una settimana dopo, l'11 ottobre, Palazzo Madama cancella dai lavori dell’aula il ddl
“Non ci sono motivi politici per rimandare la discussione del ddl Concorrenza a dopo il referendum”. Mercoledì 5 ottobre il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, rassicura la commissione Attività produttive della Camera e Industria del Senato, in audizione congiunta.
Passano pochi giorni e martedì, 11 ottobre, il Senato cancella dai lavori dell’aula il ddl Concorrenza. Ufficialmente la decisione viene assunta perché ci sono provvedimenti più urgenti della riforma delle Assicurazioni, dell’Energia e del Registro delle opposizioni. Insomma, bisogna prima dare i soldi alla Casa museo Gramsci che stabilire regole per impedire a cento milioni di abbonati di ricevere telefonate commerciali indesiderate.
VIDEO, CALENDA: "DDL CONCORRENZA PRIMA DEL REFERENDUM"
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Il video è tratto dalla diretta streaming della seduta del 5 ottobre 2016
La spiegazione appare debole a tutti i senatori. Anche allo stesso Calenda che ammette: “La questione dovrà essere trattata all’interno del Consiglio dei Ministri”. Tuttavia il ministro non si sbilancia su quando avverrà la discussione sul reinserimento del ddl Concorrenza in Senato.
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In compenso una risposta la danno i senatori di opposizione, da i riformisti al Movimento cinque stelle sostengono che il rinvio del ddl concorrenza come il rinvio della riforma del codice penale abbiano una sola causa: il referendum. L’ordine del Governo (di Renzi) sarebbe di non portare in aula, soprattutto al Senato dove la maggioranza è risicata e costantemente in bilico, materie sulle quali non esiste accordo blindato.
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