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Toscana

Riscaldamento, il balzello della revisione caldaie

Melania Carnevali
Riscaldamento, il balzello della revisione caldaie

Una guida agli obblighi per i proprietari: c’è anche l’efficienza energetica. La periodicità della manutenzione deve essere indicata nel libretto. I consumatori: "90 euro per mezz'ora sono tanti"

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«Che freddo, accenderò la caldaia. Ma funzionerà? E la revisione, l’ho fatta? Ma devo farla o no?». Puntuale, come l’influenza invernale. Ogni anno, con il freddo, arriva il primo cruccio della stagione: la manutenzione della caldaia. Che tradotto significa dover sborsare da 80 a 100 euro, tra controllo dell’efficienza energetica (quello che una volta veniva chiamato controllo dei fumi) e manutenzione vera e propria. Anche se la caldaia è nuova di pacca. Ma è davvero obbligatorio fare tutti questi controlli ogni anno?
Bisogna davvero mettere mano al portafogli per il controllo della caldaia? Sì e no.

QUANDO VA FATTA LA REVISIONE?
Partiamo dal presupposto che la periodicità con cui si deve eseguire la manutenzione delle caldaie, in Italia, varia da regione a regione: molte hanno uniformato i calendari alle disposizioni nazionali, mentre altre hanno legiferato in maniera autonoma; tra queste anche la Toscana.
I controlli da fare, come detto, sono due: la manutenzione vera e propria e il controllo dell’efficienza energetica. Per quanto riguarda quest’ ultima, il controllo per le caldaie tra i 10 e i 100 kilowatt di potenza deve essere fatto ogni 4 anni quando la caldaia ha meno di 8 anni (e se installata all’esterno di un’abitazione o di un locale); mentre deve essere effettuata ogni due anni se l’impianto ha più di 8 anni e se è posizionata all’interno.
Per quanto riguarda la manutenzione, invece, tutto dipende da quello che il costruttore ha scritto nel libretto. È il costruttore, in altre parole, che stabilisce ogni quanto va fatta la revisione all’impianto. «In genere è annuale - spiega Giuseppe Notaro, vicepresidente di Federconsumatori Toscana - E a noi questo sembra esagerato. Sembra che giochino sull’aspetto protezionistico, almeno per quanto riguarda le caldaie nuove». Ma non è detto che sia sempre annuale. Dipende dalle caratteristiche dell’impianto. Per questo, per evitare truffe o pagamenti doppi, il consumatore dovrebbe sempre leggere il libretto.

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«Più di truffe vere e proprie - spiega Roberto Boschi, presidente di Federconsumatori Livorno - si può parlare di incomprensione. Non tutti conoscono la normativa e succede che sbaglino. Capita anche che il costruttore non scriva nel libretto ogni quanto va fatta la manutenzione e allora lo decide il manutentore. E lì succede che ce la fanno fare ogni anno. Però succede spesso che i consumatori vengano da noi per chiederci “ma ogni quanto va fatta la manutenzione?” e “davvero bisogna pagare così tanto?”. Questi sono i problemi principali».

I COSTI
Le cifre non sono certo basse. Si parla di 80/90 euro per la manutenzione. In più, da 9 a 20 euro per il controllo dell’efficienza energetica (che si fa insieme alla manutenzione).
«In pratica il manutentore per mezzora di lavoro ci chiede 90 euro; troviamo che sia tantino», commenta ancora il vicepresidente regionale di Federconsumatori, spiegando che quella sulle caldaie è un po’ una battaglia persa per i consumatori. «Su questo aspetto prevale la concezione della precauzione, o almeno la giocano su questo aspetto - spiega Notaro - Abbiamo provato in passato a chiedere che i controlli fossero fatti meno frequentemente, ma quando c’è in ballo la sicurezza è difficile contestare».

LE SANZIONI
Ma cosa succede se non viene fatta la revisione? «Se non viene fatta la revisione alla caldaia si rischia di finire anche nel penale», fa sapere Riccardo Guardi, funzionario dell’ufficio ambiente della Regione. Questo, ovviamente, se l’impianto presenta dei problemi. In tutti gli altri casi, si rischia una multa da 500 a 3mila euro. Nei territori comunali vengono eseguite delle attività ispettive per controllare il rispetto dell’obbligo di revisione. «L’ispezione non è automatica - spiega Guardi - ma avviene attraverso la verifica del mancato pagamento del bollino blu o l’invio del rapporto di controllo e qualità dei fumi ai database istituiti allo scopo». In caso di mancata revisione scatta la multa a carico del proprietario o dell’affittuario o del semplice conduttore (la manutenzione ordinaria della caldaia è a carico di chi effettivamente usa l’impianto).
 

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