Gioco
I dipendenti fanno sciopero, l'azienda fa lavorare gli interinali
Il picchetto sindacale, in agitazione da giorni, ha bloccato gli operai fatti venire da fuori regione. Per mantenere la calma è intervenuta la polizia
PONTEDERA. Lavoratori assunti a tempo indeterminato in sciopero, ma che vengono rimpiazzati da altri con contratti interinali. Succede a Pontedera dove, a pochi metri dalla Piaggio, sta andando in scena una vicenda dai contorni grotteschi.
Il caso è quello dei sei addetti alle pulizie della Sole, dipendenti della Iscot che ha in appalto il servizio nell’azienda che fornisce componenti alla fabbrica della Vespa. Dal primo ottobre è cominciato il loro “tempo indeterminato”, conquistato dopo nove giorni e altrettante notti di sciopero e presidio alla fine di settembre per cambiare una condizione di estrema precarietà: contratti interinali rinnovati ogni venti giorni dallo scorso febbraio in cui erano assicurati per 8 ore settimanali per lavorarne, invece, anche 60 o 80. Una felicità durata il tempo di un “ciao, come va?”, detto tra colleghi davanti ai cancelli prima di strisciare il tanto agognato nuovo cartellino. In quattro entrano e due vengono fermati dal responsabile della Iscot che dice loro di rimanere a casa, retribuiti, in attesa di comunicazioni dall’azienda. A quel punto scatta una nuova protesta. Scioperano tutti e “la proposta” è di spostarsi in un appalto che Iscot ha a Bologna.
VIDEO - LE IMMAGINI DEL PRESIDIO
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Il rifiuto è netto e lo sciopero s’inasprisce. Ma succede una cosa che i sindacati denunciano all’ufficio del lavoro. «Gli scioperanti vengono sostituiti con interinali, non addetti alle pulizie. Un fatto gravissimo», dicono quelli dell’Usb che diffidano Iscot e Sole, impresa dell’indotto Piaggio e Fiat che fa parte della galassia di aziende che realizza componentistica in plastica per auto, moto, elettrodomestici e aeronautica, i cui capofila sono Prima e Prima Sole Components. Due realtà con unico presidente del consiglio d’amministrazione: Maurizio Stirpe, vice presidente di Confindustria e presidente del Frosinone Calcio.
«Una figura istituzionale come Stirpe non può tollerare situazioni come quelle che si stanno verificando nella sua azienda di Pontedera», dicono i sindacati composti, oltre che da Usb, anche da Si Cobas e Fiom Cgil con delegati di Piaggio e di Ceva, la società che ha in appalto le lavorazioni al magazzino ricambi di Piaggio. In tutti i rappresentanti dei lavoratori coinvolti in questa vertenza c’è il timore che il clima possa ulteriormente riscaldarsi. A niente, infatti, sono servite le diffide a utilizzare personale interinale al posto degli operai in sciopero, così come la denuncia all’ufficio del lavoro della Provincia di Pisa.
Sabato mattina, 8 ottobre, infatti, di buon’ora davanti ai cancelli della fabbrica si è presentato un gruppetto di persone che si preparava a entrare. Subito i lavoratori e i sindacalisti presenti sotto il gazebo allestito a fianco della fabbrica hanno drizzato le antenne. E dopo un conciliabolo sotto gli occhi della polizia è venuto fuori che si trattava di un nuovo tentativo di sostituire gli addetti alle pulizie. «Ci hanno raccontato di essere dipendenti della Iscot arrivati da fuori regione - racconta Cesare Cerulli, uno dei lavoratori in sciopero - Erano accompagnati da un responsabile del personale e ci hanno detto che avrebbero dovuto effettuare le pulizie».
Nessuno è, però, entrato nella fabbrica e la situazione è tornata subito alla normalità. Ma per domani si annunciano altre tensioni, perché il presidio tornerà a essere un picchetto di merci e lavoratori. Così come accaduto alla fine di settembre in quella che sembrava la battaglia del precariato contro un mondo del lavoro impazzito. E che, in realtà, non è ancora finita.
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