La protesta
Due volte sotto i ferri uccisa dall’emorragia
Un travaglio normale poi all’alba il malore mentre allatta Careggi: «Nessuna manovra speciale». La procura indaga
PRATO. Dalla gioia allo sconforto nel giro di poche ore, quelle trascorse dalla nascita del piccolo Samuele alla morte della madre, Annalisa Casali, 36 anni, originaria di Prato e residente a Firenze, il cui cuore ha smesso di battere per sempre la mattina di lunedì all’ospedale di Careggi, il giorno dopo aver dato alla luce il suo bambino.
Sarà un’inchiesta affidata al sostituto procuratore fiorentino Leopoldo De Gregorio a stabilire se qualcuno ha sbagliato (il fascicolo per omicidio colposo è al momento senza indagati) o se si è trattato di una tragica fatalità. Intanto la Procura ha bloccato i funerali della donna, quando già era iniziata la veglia funebre nelle Cappelle del commiato della Pubblica Assistenza, ed è stata disposta un’autopsia. Sulle prime era stato ipotizzato che a provocare il decesso della giovane donna potessero essere state le conseguenze della cosiddetta manovra di Kristeller, una tecnica inventata nel 1867 dall’omonimo medico tedesco che consiste in una serie di spinte praticate dall’ostetrica dalla base verso il collo dell’utero della partoriente per favorire l’espulsione del feto, ma nella giornata di martedì il direttore del dipartimento materno-infantile di Careggi, Carlo Dani, ha smentito che siano state eseguite manovre di questo tipo. Prima che si muovesse la magistratura, l’ospedale aveva disposto un “riscontro diagnostico”, per capire se la donna non soffrisse di patologie rare che non erano state evidenziate in precedenza.
La dinamica della tragedia, infatti, non è lineare. Il parto è avvenuto alle 4 della notte tra sabato e domenica. Un parto fisiologico, senza problemi, dicono i medici di Careggi, con un travaglio di un paio d’ore e mezz’ora di spinte. Il sogno di qualsiasi puerpera, insomma.
I problemi sono insorti al mattino, dopo l’allattamento. Annalisa Casali accusa forti dolori all’addome e alle 9,30 la portano in sala operatoria, dove scoprono un’emorragia alla milza (questo aveva fatto pensare alla manovra di Kristeller). La ferita viene suturata e tutto sembra risolto, ma alle 4 di lunedì, esattamente 24 ore dopo il parto, i dolori si ripresentano, sempre più forti. A Careggi dicono che i punti di sutura del primo intervento avevano tenuto, ma scoprono numerosi altri punti di sanguinamento, un’emorragia massiccia. Si tenta di porvi rimedio in tempi brevi, ma la paziente va in arresto cardiaco e alle 7 viene dichiarato il decesso.
Fuori, in sala d’aspetto, la gioia per la nascita del piccolo Samuele si trasforma in stupore e dolore, ma non risulta che la famiglia abbia presentato un esposto. Per la Maternità di Careggi il 2016 è stato un anno molto difficile: quello di Annalisa è stato il quarto “caso avverso” (così li chiamano gli addetti ai lavori) dall’inizio dell’anno.
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