Gioco
I criminali? Attratti dai turisti. Cinque province toscane al top dei reati
L’ex prefetto Francesco Tagliente: "Spesso colpiscono loro". Firenze, Prato, Lucca, Pisa e Livorno fra i primi 15 territori con più denunce
Firenze, Prato e Lucca. Poi Pisa e Livorno. Cinque province toscane - dove fra l’altro abita la maggior parte degli abitanti della nostra regione - incluse nella lista delle meno sicure d’Italia. Secondo un’indagine del Sole24Ore, che prende in esame i reati denunciati lo scorso anno, i casi di cui è venuta a conoscenza l’autorità giudiziaria (fra cui spiccano furti, borseggi e rapine) superano il rapporto di 5mila episodi ogni 100mila abitanti. Un numero alto, tanto che i cinque territori entrano a pieno titolo nella graduatoria delle prime 15 a livello nazionale.
Firenze - settima in classifica - è la prima della regione, con 57.989 delitti denunciati: 5.723 ogni 100mila abitanti. Livorno è la quindicesima dello Stivale, con 5.007; Pisa è al tredicesimo posto, per effetto di 5.144 reati, sempre ogni 100.000 abitanti. Più giù Grosseto, Arezzo e Siena, mentre a livello nazionale comanda Rimini, con Milano e Bologna a completare il poco ambito podio.
Ma fortunatamente in quasi tutta la Toscana, come in Italia, i reati sono in diminuzione: -4,5%. Fanno eccezione le truffe e le frodi informatiche - in crescita dell’8,8% - senza però includere province toscane nella top 10. «Per una persona che ha fatto il mio lavoro – commenta l’ex prefetto di Pisa e Firenze, Francesco Tagliente, da noi contattato per commentare i dati - leggere certi risultati è motivo di orgoglio: significa che l’apparato di controllo ha operato bene. Anche se i numeri, è bene ricordarlo, possono oscillare di periodo in periodo, anche in modo significativo».
Le province di Pisa e Firenze - in base all’indagine del Sole24Ore che ha elaborato le statistiche fornite dal Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno - spiccano in Italia per quantità di furti (sia totali, come Lucca, che nei soli esercizi commerciali) e borseggi. Tagliente, che nelle due città ha lavorato come prefetto, conosce benissimo entrambe le realtà. «Il flusso turistico è un elemento che non dobbiamo sottovalutare quando analizziamo questi dati - sottolinea l’ex delegato del governo - e nel caso di Firenze e Pisa influisce tantissimo. Se andiamo a vedere i reati scopriamo che molte delle vittime sono turisti. Presi di mira dai malviventi e magari derubati. Inoltre, la presenza delle attività commerciali - prosegue Tagliente - è strettamente connessa al turismo e non è un caso che sia a Firenze che a Pisa i titolari dei negozi denuncino un così alto numero di episodi se rapportati alla popolazione residente».
Il binomio reati-abitanti stravolge quindi il dato delle due province, in quanto mete tradizionalmente frequentate dai vacanzieri. «L’alta concentrazione di attività commerciali - continua l’ex prefetto - rende senz’altro più appetibili episodi come gli scippi». Proprio quando era a Pisa, Tagliente aveva installato un ufficio mobile in piazza dei Miracoli per consentire agli stranieri di denunciare i casi che li avevano visti come vittime. «I turisti sporgono denuncia solo se rischiano di non perdere l’aereo di ritorno - continua l’ex funzionario di governo - quindi avevo pensato che fosse importante fornire loro un modo per farlo immediatamente. È una strategia che può portare buoni risultati. Ricordo che a Pisa impiegavamo pattuglie di polizia municipale e carabinieri proprio nel tratto fra il parcheggio dei pullman di via Pietrasantina e la Torre. È lì che spesso i turisti venivano seguiti per poi essere scippati». Ma non solo: proprio in questi giorni nella città toscana sono stati rinforzati i controlli nelle stazioni ferroviarie, mentre già all’epoca «impiegavamo personale a bordo degli autobus di linea - rimarca Tagliente - proprio per prevenire scippi e borseggi».
In tutta la provincia, purtroppo, fra il 2014 e il 2015 sono aumentati sia i borseggi (+15%) che i furti nelle case (+6%); mentre i reati nel loro complesso sono calati del 3,7%. Prato, in Italia, comanda invece la classifica degli scippi, con una variazione annuale del 27,6% e il sorpasso ai danni di Napoli. Sempre la provincia tessile è sesta in Italia per numero di rapine, con 98 episodi delittuosi ogni 100mila residenti (249 in tutto). Per fortuna, però, fra il 2014 e il 2015 il trend risulta negativo, con una flessione del 12,3% di episodi denunciati. «Fino a pochi anni fa in tutta Italia assistevamo a un generalizzato aumento dei reati - conclude Tagliente - e mi rincuora oggi registrare un trend inverso, fatta eccezione per le truffe e le frodi informatiche. Significa che il dispositivo per il controllo dei reati e le strategie preventive sono efficaci. Ma attenzione a lasciarsi andare a toni trionfalistici: dobbiamo proseguire su questa strada».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
