Il Tirreno

Toscana

Altro che concorsone in cattedra siede un esercito di precari

di Samuele Bartolini
Altro che concorsone in cattedra siede un esercito di precari

Ora in Toscana sono tremila ma si arriverà a più del doppio Manifestazione di protesta dei sindacati a Firenze

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FIRENZE. «“Questa è la cronaca di un fallimento annunciato. La scuola è cominciata, ma la malattia della “supplentite” non è stata debellata», denunciano in coro i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda.

È una rappresentazione teatrale, con tanto di cartelloni colorati e carrellata di sindacalisti che si passano il microfono, quella che va in scena nella piazzola antistante la palazzina dell’Ufficio scolastica regionale in via Mannelli a Firenze. Fuori dai cancelli una volante della polizia tiene il lampeggiante blu acceso. Fortunatamente niente tafferugli o tensioni di nessun tipo. La manifestazione fila via liscia, ma i sindacati sono tutti insieme a denunciare il flop della Buona Scuola.

LA SUPPLENTITE.

Sono passati pochi giorni dalla prima campanella di scuola e la “malattia” dei troppi supplenti annuali in classe è arrivata a quota 3mila in Toscana. Tra cattedre comuni e insegnanti di sostegno. «Ma gli orari di tempo pieno ancora non sono partiti in tutti gli istituti scolastici, e quando saranno a regime saliranno in cattedra 7mila docenti supplenti in tutta la Toscana. È il naufragio dei proclami di assunzioni, quelli della Buona Scuola», dice il segretario regionale di Flc Cgil Alessandro Rapezzi che non ha problemi a indirizzare la denuncia al ministro Giannini. Mentre l’indiziato numero uno dei danni si chiama ministero dell'Istruzione. Motivo? «Non ha previsto l’immissione in ruolo di tutti i docenti necessari, ha sbagliato tutto il sistema dei trasferimenti (vedi l’errore dell’algoritmo), è in ritardo sul concorso 2016, alcune graduatorie sono esaurite e per quelle non ha bandito il concorso”, dicono i sindacati.

CONCORSONE E ALGORITMO IMPAZZITO.

Per la materia di insegnamento dell'italiano solo il 25% dei candidati è risultato vincitore al concorsone 2016, con la conseguenza che rimarranno scoperte circa 400 cattedre previste nel triennio. Chi coprirà queste cattedre? Paradossalmente, saranno gli stessi candidati non ammessi che, con le supplenze annuali, andranno a sostituire loro stessi. «Ma è pensabile che tutti i docenti bocciati, che insegnano da anni con lauree, abilitazioni e titoli di studio alle spalle, all’improvviso risultino tutti non all’altezza?», si chiedono i sindacati. Altro capitolo dolente: le riconciliazioni per riavvicinare il posto di lavoro vicino casa, saltate a causa dell’algoritmo “impazzito”. E spuntano fuori alcuni casi paradossali. Una docente fiorentina che aveva diritto al posto di insegnamento nella scuola vicino casa (dove tra l’altro insegnava già da anni), è stata spedita a Cantù, e il posto vicino casa, dove insegnava prima, è rimasto vuoto. Docenti toscani mandati a lavorare in Campania, con docenti campani mandati a lavorare in Toscana. E poi c’è il rimedio peggiore del danno. A chi era stato mandato a Torino è stata proposta Venezia. Com’è finita? Molti docenti non hanno “conciliato” e si rivolgeranno al giudice del lavoro.

DISABILI, POTENZIAMENTO E PERSONALE ATA.

Ma il cahier de doleances non si ferma certo qui. Su tutto il territorio regionale sono un esercito di 5mila gli studenti disabili (su 13mila) che vanno a scuola senza trovarci l’insegnamento di sostegno. Per non parlare degli insegnanti del cosidetto “potenziamento”. Dovrebbero dedicarsi al recupero dei ragazzi in difficoltà, rimboccarsi le maniche contro la dispersione scolastica e invece diventano una “riserva” da cui pescare per andare a fare “i tappabuchi” di ore scoperte e mancanza di personale di ruolo. Ultimo capitolo: il personale Ata. Segretari scolastici, personale amministrative, bidelli. Qui le assunzioni ci sono state, ma ne mancano all’appello ancora un centinaio per far funzionare le scuole.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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