Il Tirreno

Toscana

DALIDA ANGELINI (CGIL)

Tutelare lavoratori e consumatori

Tutelare lavoratori e consumatori

FIRENZE. Serve una legge nuova sul telemarketing. Deve proteggere dalle chiamate indesiderate i consumatori «soprattutto, quelli più indifesi: gli anziani». Deve, però, garantire anche di più i...

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FIRENZE. Serve una legge nuova sul telemarketing. Deve proteggere dalle chiamate indesiderate i consumatori «soprattutto, quelli più indifesi: gli anziani». Deve, però, garantire anche di più i lavoratori dei call center «che non sono solo i giovani, ma anche chi è rimasto senza occupazione e non riesce a trovare un altro posto». Dalida Angelini, segretario generale della Cgil Toscana, si schiera con Il Tirreno. Ritiene «importante» la campagna contro le chiamate moleste.

«La questione è complessa - esordisce - perché deve essere affrontata tenendo conto di due esigenze: l’occupazione di chi lavora nei call center e il diritto delle persone a non essere disturbate. In particolare gli anziani, che hanno meno strumenti per difendersi. La petizione del Tirreno che sollecita una nuova normativa mi pare un buono strumento, anche se poi abbiamo visto perfino leggi di iniziative popolare finire nascoste (e inascoltate) nei cassetti». Questo, però, non è un motivo sufficiente per non occuparsi del telemarketing aggressivo, aggiunge il segretario regionale della Cgil: «Anche perché l’Italia è un Paese che sta invecchiando. Perciò sono sempre di più le persone fragili che necessitano di essere protette da eventuali comportamenti scorretti. O anche complicati. Spesso le pratiche affidate ai call center - dalla variazione della fatturazione alla cessazione di un’utenza - sono così difficili che perfino chi ha dimestichezza con la burocrazia si perde. Figurarsi gli anziani».

Necessario, dunque, insiste Dalida Angelini, è trovare un sistema per far cessare «le chiamate che arrivano a ogni ora. È giusto garantire il telemarketing, ma con regole diverse dalle attuali: basta con l’insistenza senza limiti, con gli atteggiamenti aggressivi. Non ci si ferma neppure davanti agli anziani che chiedono di richiamare quando saranno a casa i figli». Al tempo stesso - conclude - si devono tutelare i posti di lavoro (a garanzie minime) di persone che trovano rifugio nel call center «quando non riescono a ricollocarsi altrove».

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