Il Tirreno

Toscana

Finanziere furbetto pretendeva sconti nei negozi: stangato

di Gianni Parrini
Finanziere furbetto pretendeva sconti nei negozi: stangato

Spesa al supermarket e cicli a nolo: minacciava controlli fiscali Già condannato dal tribunale di Lucca, ora tocca alla Corte dei conti

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LUCCA. Aveva l’abitudine di esibire il tesserino della Guardia di finanza come fosse una sorta di tessera sconto o un simbolo in grado di legittimare qualsiasi tipo di comportamento. Persino quelli illeciti.

Pretendeva, ad esempio, che il noleggiatore lucchese di bici e risciò a cui si era rivolto abbassasse il prezzo (da 18 a 5 euro) per l’affitto di un quadriciclo, minacciando un controllo fiscale sull’attività in caso di diniego. Non solo: dopo aver fatto spesa all’Esselunga dell’Arancio, aveva omesso di passare il lettore dei codici a barre su alcuni prodotti (valore: 61 euro) che poi aveva infilato come niente fosse nella busta della spesa. Il tutto con la complicità della moglie che spingeva il carrello. Ma la coppia fu scoperta prima di uscire dal supermarket: ci fu un po’ di baruffa e arrivarono anche le volanti. Alle indagini risulta che anche in quella occasione il giovane pubblico ufficiale abbia estratto il tesserino delle Fiamme gialle, sperando di cavarsela.

Sono state queste situazioni a mettere nei guai l’allora finanziere scelto Luigi Alarico, originario di Aversa, all’epoca dei fatti sottufficiale in servizio al comando provinciale di Lucca. Per questi episodi il tribunale penale di Lucca si era espresso nel novembre 2014: condanna a due anni e quattro mesi di reclusione. Accolte le accuse formulate dalla procura (pm Aldo Ingangi) di furto e tentata concussione. Il tutto condito da una pena accessoria di interdizione per due anni dai pubblici uffici e dall’obbligo di rifondere le spese in favore delle parti civili (500 euro per Esselunga e 8.000 per il noleggiatore di bici in città). La moglie, invece, fu condannata a 4 mesi per furto.

A riportare sulle cronache questa vicenda, ora arriva la sentenza della Corte dei conti, che mette il carico del danno erariale sulla storia del finanziere. Alarico è stato condannato dalla sezione giurisdizionale della Toscana al pagamento in favore della Guardia di finanza di 16.235 euro. Il motivo è spiegato nella sentenza dei magistrati Carlo Greco, Amedeo Federici e Angelo Bax. All’epoca dei fatti, il sottufficiale Alarico, oggi 33enne, venne trasferito al nucleo di polizia tributaria di Arezzo in attesa che l’indagine facesse il suo corso. Fu l’allora comandante provinciale delle Fiamme gialle a proporre «il trasferimento di autorità per incompatibilità ambientale, a tutela dell'interesse pubblico alla salvaguardia del prestigio del corpo e dei suoi appartenenti nonché a garanzia della regolarità del servizio». Ma la procura contabile gettò gli occhi sulla vicenda, osservando che la condotta del sottufficiale aveva causato un danno erariale, quantificabile nelle spese connesse al trasferimento per incompatibilità ambientale. Totale: 16.000 euro e spiccioli.

Nel frattempo Luigi Alarico non si è più visto a Lucca. Ora è rintracciabile solo su Facebook. Si definisce libero professionista e come luogo di residenza indica New York. Del tesserino delle Fiamme gialle, invece, non c’è più traccia.

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