Il dolore
In carcere per le botte all’ex si uccide in cella
Un uomo di 47 anni è morto suicida nella sua cella, dove lo ha trovato un agente di polizia penitenziaria alle 3,15 della notte tra martedì e mercoledì. L’ultimo controllo – spiega il sindacato di...
Un uomo di 47 anni è morto suicida nella sua cella, dove lo ha trovato un agente di polizia penitenziaria alle 3,15 della notte tra martedì e mercoledì. L’ultimo controllo – spiega il sindacato di polizia penitenziaria Sappe - era stato fatto alle 3: in quel momento dormiva, 15 minuti dopo lo hanno trovato impiccato alla finestra. Aveva già tentato di uccidersi la scorsa settimana. Secondo una ricostruzione, l’uomo aveva violato il divieto di avvicinarsi alla ex compagna in occasione del primo giorno di scuola del figlio. La discussione tra i due è degenerata . Dopo averla picchiata ha tentato il suicidio, in quello che era stato il loro appartamento, buttandosi giù dal balcone con un cappio al collo. Era stata la donna a salvargli la vita. Poi era arrivata la polizia che lo aveva portato in questura. Ma davanti agli agenti l’uomo aveva detto soltanto di non ricordare nulla. Il gip Valeria Montesarchio aveva deciso, dopo l’udienza di convalida, di tenerlo in carcere: un modo di controllarlo non solo per evitare che potesse commettere altri reati, ma soprattutto che potesse farsi del male.
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