Il dolore
Bus, il Tar spulcia i conti della gara
Entro 30 giorni sentenza sull’appalto da 4 miliardi conteso tra francesi e toscani
FIRENZE. Si concentra sul piano economico finanziato il Tar. Prima di pronunciarsi (entro 30 giorni) sulla gara da 4 miliardi del trasporto pubblico locale (il servizio di bus), il tribunale vuole analizzare bene i conti. Capire se il piano di ammortamento regge. Se davvero la società fiorentina Autolinee toscane - rappresentante italiano di Ratp, colosso francese dei trasporti - può mantenere quello che ha garantito alla Regione in sede di gara, battendo il consorzio Mobit, formato dalle società toscane che ancora oggi garantiscono il servizio urbano ed extraurbano.
Data per nota la questione (su cui si dovrà comunque pronunciare) dei requisiti di ammissibilità alla gara dei francesi, il collegio giudicante pone domande precise a Ratp (e poi alla Regione) sull’indice di bancabilità dell’azienda: sulla sua capacità di avere entrate superiori alle uscite, per restituire anche i prestiti contratti per gli investimenti.
La gara indetta dalla Toscana, infatti, prevede non solo di garantire il servizio per 11 anni, ma anche di rinnovare il parco bus. «Abbiamo esposto le nostre motivazioni al giudice e siamo fiduciosi sulla validità della nostra offerta. Attendiamo con serenità la decisione del Tar», commenta Bruno Lombardi, presidente di Autolinee Toscane.
Neutro anche il commento di Andrea Zavanella per Mobit: «La discussione al Tar non ha riservato grandi colpi di scena». Il tribunale ha chiesto approfondimenti ulteriori sul piano finanziario rispetto a quelli già dati dal Ctu nominato (e che ha rimesso ieri mattina la notula). Mobit ha affidato le motivazioni del ricorso soprattutto alle memorie ribadendo di considerare illegittima la partecipazione di At alla gara (in base alla normativa comunitaria) e indicando possibili irregolarità nel piano industriale. Qualunque sia la decisione del Tar è probabile un secondo round al Consiglio di Stato, considerando l’importo della gara.
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