Lutto
Amputato e a letto, lo disturbano due volte al giorno
Riceve «anche due telefonate commerciali al giorno», Vincenzo Boccaccio. E ora non ne può più. «Ho la bella età di 90 anni - dice - da 7 sono a letto, perché ho avuto una gamba amputata. Spero con questa petizione di essere lasciato in pace». Così spiega la scelta di aderire alla raccolta di firme lanciata dal Tirreno sulla piattaforma change.org e volata oltre le 11.500 firme in pochi giorni.
Si tratta di una campagna per ottenere una legge che tuteli di più e meglio i cittadini dall’assalto del marketing telefonico. «Concordo - scrive Stefano Chiavelli - e quindi firmo. Penso anche che l’uso del numero telefonico (fisso o mobile) di qualsiasi persona dovrebbe essere vietato a priori per proposte commerciali. Sarebbe meglio se esistesse semplicemente un “registro di numeri telefonici che desiderano essere contattati per offerte commerciali”. Così solo quei numeri sarebbero a disposizione dei call center». Anche perché - ammette Ulrich Wienand - «non sembra servire a qualcosa essere iscritto al Registro delle Opposizioni. Io sono iscritto, scrivo e mail certificate alle aziende, sto attento quando vengono chieste firme sul trattamento dei dati». Eppure, l’abbonato viene contattato da società per proposte commerciali. Così ora firma la petizione del Tirreno. Come anche Marco Lattuada che denuncia: «Specialmente al sabato vengo chiamato anche tre o quattro volte al telefono fisso per proposte commerciali. Ora basta». Ma a cambiare la situazione può essere solo il legislatore. Solo che - polemizza Francesco Arcuri - sono «sul trono solo per legiferare a loro vantaggio e a spese del contribuente di cui raramente conoscono l’esistenza. E se il contribuente protesta non viene neppure considerato. Neppure se riesce a raccogliere migliaia di firme». Il Tirreno non la pensa così. Tanto più che porta avanti una proposta di riforma condivisa da Garante della Privacy, Fondazione Bordoni (almeno in parte) e vari parlamentari.
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