Il Tirreno

Toscana

«Risse e alcol: dramma prevedibile»

Una vicina racconta il continuo via-vai e il rumore dei bagordi in tutto il palazzo

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PISA. “Welcome”, recita il tappetino verde all'ingresso dell'appartamento al quarto piano di una delle palazzine di edilizia popolare di via Matteucci. Più che un benvenuto, quello zerbino sembra però dare il benearrivato in una sorta di inferno, dove alle sofferenze di un disabile di circa cinquant'anni si contrapponevano le perdizioni di un gruppo di giovani e meno giovani, soprattutto dell'est Europa. Abituali frequentatori di quella casa affollata da un numero imprecisato di persone, donne e uomini, che spesso - almeno secondo i vicini - davano vita a risse e a rumorosi ritrovi. Almeno due le macchie di sangue che spiccano sul bianco candido delle mura che portano al pianerottolo del quarto piano. «I segni di qualche rissa», riferiscono i condomini. Una delle tante che a più riprese ha “animato” quella casa dal citofono senza nome e sconquassato il riposo dei vicini. «Ho sentito un tonfo. Pensavo ad un vaso caduto. Mi sono affacciata e ho visto il corpo: ho creduto ad un malore, invece è una tragedia. Però prevedibile», racconta con gli occhi lucidi Nida Meini, ex custode delle scuole Toniolo. Dal balcone del primo piano dove abita ha quasi “vegliato” il cadavere del russo rimasto a lungo adagiato sul vialetto. «Ho pregato per lui, povero giovane. Povero anche l'altro (il disabile, ndr) chissà cosa avrà dovuto subire da quello lì». Lui, il badante, da tutti evitato. Soprattutto per quel vizio di bere. A tutte le ore. Fino all'epilogo di ieri pomeriggio, quando avrebbe anche puntato il dito contro alcune vicine cercando di sviare le prime indagini: «Vedete cosa fate voi donne, queste sono pene d'amore», avrebbe urlato prima di finire in una volante della polizia.

«Chissà cosa succedeva in quella casa - prosegue l'ex custode di scuola -. Chissà cosa facevano tutte quelle persone». Ieri, quel via-vai che spesso animava il silenzioso condominio si è tragicamente interrotto. Sul pianerottolo del quarto piano restano un guanto di lattice, usato dagli investigatori per i rilievi, una pianta appassita e il tappetino dal verde brillante. Che non darà più il benvenuto a sofferenze né a tragici avvenimenti.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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