Il Tirreno

Toscana

Giù dal quarto piano: ipotesi omicidio

di Sabrina Chiellini
Giù dal quarto piano: ipotesi omicidio

Giovane muore precipitando da un terrazzo dopo una lite. Arrestato il badante dell'invalido padrone di casa

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PISA. «Quando li ho sentiti litigare mi sono nascosto nella mia stanza...». Era sotto choc l’invalido di circa 50 anni, quando la polizia è entrata nell’appartamento dove vive, in via Matteucci, in un quartiere popolare di palazzi grandi dalla facciata a mattoncini rossi, nell’immediata periferia di Pisa. Aveva appena assistito ad una lite costata la vita a un giovane di 27 anni nato in Russia, Ivan Tikhomirov, volato dal quarto piano e morto, nel primo pomeriggio di ieri. Per il disabile forse è stata la fine di un tormento. La calma della domenica pomeriggio è stata interrotta dall’arrivo dell’ambulanza, dopo quel rumore strano, un tonfo sordo, che aveva fatto correre alle finestre molti residenti. C’era un giovane senza vita, finito sul selciato di uno dei vialetti, tra siepi verdi e auto in sosta.

La polizia ritiene - indaga la squadra mobile, coordinata dalla dottoressa Rita Sverdigliozzi - che sia stato un polacco di 39 anni, Tomasz Dariusz Warda, arrestato nella notte e che lavora come badante a casa del disabile, a uccidere il giovane russo, durante una lite nata per motivi banali ma soprattutto per questioni di soldi, alla fine di un pranzo a cui hanno partecipato, oltre alla vittima, un altro russo e una donna sulla cui nazionalità ancora non c’è certezza e che ha fatto perdere le sue tracce dopo la tragedia. Non era un fatto strano che il badante usasse l’appartamento - ora sotto sequestro - del disabile per incontrare amici. «C’è sempre un grande via-vai di uomini e donne, a tutte le ore del giorno e della notte, un porto di mare...», sono unanimi i vicini di casa nel descrivere una situazione di grande disagio. Tutti sapevano ma si sono trincerati dietro la paura di ritorsioni. Insomma, per mantenere buoni rapporti di vicinato ed evitare rogne in tanti hanno preferito lasciar perdere. Il polacco è stato subito fermato - in un primo momento si era allontanarsi per poi tornare a prendere l’auto, una Opel, rimasta parcheggiata nel vialetto vicino al palazzo della tragedia. L’indagato è stato portato in questura, dove il magistrato, il dottor Aldo Mantovani, lo ha sentito a lungo per ricostruire il fatto, tenendo conto anche di quanto è emerso dal primo sopralluogo del personale della squadra mobile. In questura - nel tardo pomeriggio - sono stati convocati anche il disabile, e suo fratello, che abita a Livorno, per cercare di ricostruire il contesto in cui è maturato il delitto. I due amici erano ubriachi. Il badante è stato visto più volte ubriaco. Hanno prima discusso e poi sono venuti alle mani. C’è stata una colluttazione fino a quando la vittima dopo una spinta è volata da un terrazzino del quarto piano. Era a torso nudo, aveva il volto tumefatto, stando a chi è arrivato dopo la tragedia. Secondo quanto è stato spiegato, la convivenza tra l'invalido e il badante era divenuta difficile tanto che spesso l’assistito si rifugiava nella sua stanza perché temeva le reazioni violente del polacco, il quale aveva l'abitudine di portare in casa sia uomini che donne. Si ubriacava e allora erano guai: diventava violento. Se la prendeva anche con il disabile che per paura si è tenuto dentro il tormento. La polizia è al lavoro per ricostruire il rapporto di conoscenza che legava il 27enne russo col polacco. Tanti gli scenari possibili. Sono state attivate le ricerche della donna che era presente quando è nata la lite e che si è dileguata all’arrivo dell’ambulanza approfittando del trambusto. Il collaboratore domestico abita da molti anni a Pisa. Un ragazzone alto, dal fisico ben piazzato, lo descrivono i vicini, diceva di essere stato alla guerra del Kosovo. Con lui però era meglio non avere a che fare. Ma alla fine, anche se sembra impossibile per una realtà come Pisa, insieme al disagio sommerso ora c’è da mettere nel conto una vita spezzata a 27 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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