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Toscana

I dipinti di Raffaello volano in Russia sfidando la fragilità

di Stefano Taglione
I dipinti di Raffaello volano in Russia sfidando la fragilità

Firenze presta quattro quadri al museo Puskin di Mosca Restauratori in allarme. A dicembre il viaggio di ritorno

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FIRENZE. Sono volate in Russia, per una grande mostra organizzata al museo Puskin di Mosca, accompagnate da preoccupazioni e malumori. Quattro tavole del grande Raffaello, custodite a Firenze fra gli Uffizi e la Galleria Palatina di Palazzo Pitti – i ritratti di Agnolo Doni e della moglie Maddalena Strozzi, l’Autoritratto e la Madonna del Granduca – da martedì prossimo e fino all’11 dicembre resteranno alle corte di Putin dopo un accordo stretto a luglio fra il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, e la collega del museo moscovita, Marina Loshak.

Un viaggio aereo che ha mandato in fibrillazione molti storici dell’arte e - secondo Repubblica - anche i tecnici dell’Opificio delle pietre dure, l’istituto del ministero dei Beni e delle attività culturali che si occupa di restauro e conservazione delle opere artistiche, che in una relazione avrebbero lanciato l’allarme. Il rischio, infatti, era che i dipinti del genio del Rinascimento italiano venissero danneggiati. Un rischio che si ripresenterà anche prima di Natale, quando dovranno compiere il tragitto inverso. Ma Schmidt, durante una conferenza stampa tenutasi ieri a Firenze, ha minimizzato i possibili pericoli. «Le opere hanno viaggiato in aereo e in massima sicurezza – è quanto filtra dal Polo museale fiorentino – ed è proprio da quando è arrivato il nuovo direttore che all’Opificio delle pietre dure viene chiesto un parere sulla prestabilità delle opere. Le prescrizioni dei tecnici (comunque non vincolanti ndr) sono state rispettate».

Ma che pericolo hanno corso le opere di Raffaello? Secondo Nadia Presenti – restauratrice indipendente che lavora a stretto contatto con le Soprintendenze di Pisa e di Siena – «in caso di danni può succedere che la cornice (specie se dorata) venga sbattuta e si possa scheggiare». «Il legno è un materiale molto sensibile, sempre vivo, che risente degli sbalzi di umidità e temperatura - afferma la conservatrice di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo – ma trattandosi di opere di Raffaello saranno sicuramente stati presi tutti gli accorgimenti necessari. Sono sicura che alle tavole non accadrà nulla, ma è chiaro che spostarle è sempre rischioso. È preferibile mantenerle dove si trovano». Non a caso lei e i suoi colleghi, se devono restaurare un dipinto, intervengono direttamente in loco. «Abbiamo messo a punto dei metodi di intervento conservativi che non prevedono lo spostamento dell’opera – continua Presenti – tanto che interveniamo direttamente nei musei: è successo alla Pinacoteca nazionale di Siena e in tante altre gallerie. Restauriamo i dipinti sul posto senza smontarli, per altro lasciando l’area completamente fruibile a chiunque voglia visitarla».

Quasi tutti i trasporti di opere d’arte – non ultima la “Venere di Urbino” degli Uffizi dal 6 settembre in esposizione al Palazzo Ducale nella città marchigiana – vanno a buon fine. Ma purtroppo non sono mancate neanche le tragedie, come un bassorilievo di Antonio Canova (uno dei pochi esemplari noti de “L’uccisione di Priamo) che tre anni fa è andato in frantumi nel corso di uno spostamento da Perugia ad Assisi. Speriamo che rimanga un episodio isolato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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