Il Tirreno

Toscana

«Nuovo gestore senza il mio ok»

«Nuovo gestore senza il mio ok»

Telefonate moleste, altre testimonianze al Tirreno «Cinque chiamate al giorno, mi hanno pure offeso»

4 MINUTI DI LETTURA





Non è stata solo infastidita dal call center Roberta Carovani. È rimasta perfino senza linea telefonica, alla fine della disavventura. Con il telemarketing selvaggio - denunciano i lettori de Il Tirreno - con il telefono non solo ti molestano a tutte le ore, ma provano anche a truffarti.

Truffe e molestie. Ecco cosa c’è (spesso) dietro alle chiamate indesiderate che niente (e nessuno), al momento, in Italia, è riuscito a frenare. «Personalmente - conferma Roberta Caravani - sono impazzita. Oltre a subire le chiamate indesiderate, mi sono ritrovata con un altro gestore di telefonia fissa senza la mia autorizzazione. Addirittura, ora mi hanno anche disattivato la linea telefonica. Per risolvere questa situazione sono costretta ad andare da un avvocato». Spesso infatti non basta dire - in caso di telefonia fissa - di essere iscritti nel Registro pubblico delle opposizioni, l’elenco speciale che dovrebbe servire a impedire l’utilizzo dei numeri di casa per le chiamate commerciali. L’esperienza di Carlo Romano di Livorno è significativa.

Con la moglie Miranda vive insieme alla suocera inferma di 94 anni. Si tratta di una donna invalida al 100% che ha bisogno di cure costanti. Spesso le telefonate in questa casa vengono vissute in modo allarmante. Soprattutto dopo una certa ora. Ma anche poche sere fa, alle 20,32 - racconta Romano - la famiglia riceve «la solita telefonata dal numero 02 80886670. All’operatore mia moglie ha prima detto di non essere interessata a quanto ci offriva, ma questo insisteva. Per cui, ancora più accalorata, ha chiesto di non essere più disturbata. Alla fine ho preso in mano io la cornetta e ho mandato al diavolo il povero operatore». Poi, però - visto che il lavoratore al telefono è solo una persona male retribuita, Romano chiede di parlare con il suo diretto superiore. «Questo signore, che si definisce responsabile marketing del call center del gestore telefonico mi ha detto che sono ignorante e maleducato. È vero sono stato maleducato ma siamo stufi di essere ossessionati da telefonate quanto meno inopportune. A parte la persona disabile presente in casa, ho mia madre ultraottantenne che abita da sola, 2 figlie e 5 nipotini e assicuro che ogni volta che sentiamo il telefono fisso squillare ad ore strane il cuore e la pressione iniziano a fare brutti scherzi». Il problema, però, è un altro. Quando Romano chiede di cancellare il numero dalla banca dati del gestore «anche perché siamo iscritti al Registro delle Opposizioni, non ho ottenuto nulla. Allora ho preteso di sapere chi aveva fornito il mio numero. Mi è stato risposto che mia moglie era stata titolare del numero fisso della stessa compagnia e quindi ora figura come potenziale cliente negli archivi del gestore di telefonia mobile».

A parte la risposta scorretta - chi è iscritto al Registro delle opposizioni ha il diritto a non essere chiamato, pena denuncia al Garante della Privacy e anche dell’Autorità giudiziaria - il consenso all’utilizzo commerciale dei propri dati può essere revocato in qualunque momento. Ma chi chiama sembra dimenticarsi di questa regola. Che vale anche per i cellulari. Così, almeno, segnala Gabriella Lorenzi che - segnala sulla nostra bacheca Facebook - riceve «tutti i giorni 4-5 telefonate per depurare l’acqua con qualche apparecchio, per cambiare gestore di energia, telefono o gas. È un inferno, oltre che una violazione della privacy, a mio avviso». Di sicuro è una scocciatura, come segnala da Livorno anche Christelle Mathieu che in questi giorni è stata contattata più volte da numeri con prefisso 090, 095 «ai quali non ho risposto. Mi hanno chiamato alle 12,50 e alle 14 circa. Prima c’è stato anche un call center con un numero della provincia di Lucca, con prefisso 0583: proponeva un impianto di trasformazione acqua gratis. In questo caso ho chiesto gentilmente di cancellarmi dalla lista. Altrettanto gentilmente la centralinista ha detto che avrebbe provveduto».

In questo caso non resta che vedere per verificare se davvero accadrà. Lo stesso vale per Sonia Vanni che segnala di essere stata chiamata per due volte da operatori «che dicono di essere dell’Enel. Al telefono mi dicono di essere di questo gestore di energia e che ho diritto a un rimborso perché c’è un errore in bolletta. Però, mi chiedono gli estremi della fattura per poter effettuare il rimborso. A quel punto, mi insospettisco. E replico che se sono veramente della società della luce gli estremi miei ce li dovrebbero già avere». In effetti è proprio così. E infatti la lettrice non glieli ha comunicati. Seguendo un’indicazione utile: mai rivelare per telefono né codice di migrazione (per i contratti telefonici) né codice Pod o cliente per i contratti di energia.

Chi volesse, comunque, segnalare i propri casi può continuare a inviare post sulla bacheca Facebook del Tirreno o alla mail @inchiestadeilettori.it. (i.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa