La manifestazione
Morta la centenaria pestata dal nipote
Presa a calci e pugni, l’anziana era arrivata in ospedale in condizioni disperate Ora il cinquantenne è accusato di omicidio. Chiesta la perizia psichiatrica
CAMAIORE. È morta l’anziana di 103 anni picchiata due settimane fa dal nipote cinquantenne. Concetta Conte – le cui condizioni sono apparse da subito gravissime dopo l’aggressione – è spirata ieri alla clinica San Camillo di Forte dei Marmi, dov’era stata trasferita pochi giorni fa dall’ospedale Versilia in stato di coma. Ora il nipote – che si trova in carcere a Pisa – dovrà rispondere dell’accusa di omicidio.
Nell’attesa che questa accusa venga formalizzata – in un primo momento il capo d’imputazione con cui era stato deciso l’arresto era tentato omicidio – il legale dell’uomo, l’avvocato Gabriele Parrini, ha chiesto che venga eseguita una perizia psichiatrica sul suo assistito. Secondo la difesa, l’uomo non era in sé quando ha picchiato l’anziana. E non era in grado di capire le conseguenze delle sue azioni. Quello che, in termini giuridici, si definisce “incapacità di intendere e di volere”.
L’aggressione è avvenuta domenica 21 agosto, in un’abitazione di Lido di Camaiore. L’uomo era seguito dalla psichiatria dell’ospedale Versilia diretta dal professor Mario Di Fiorino: è questo il motivo per cui omettiamo le sue generalità. Era tornato a vivere con i familiari, dopo un periodo trascorso in una comunità protetta. La situazione sembrava sotto controllo, poi tutto è precipitato. Nella notte tra domenica e lunedì, secondo la ricostruzione dei carabinieri, l’uomo avrebbe aggredito e colpito con calci e pugni, anche alla testa, l’anziana. Che, date le sue condizioni, non ha avuto alcuna possibilità di difendersi. Sarebbero intervenuti anche alcuni familiari per fermarlo, dando allo stesso tempo l’allarme ai carabinieri e al 118. I militari hanno bloccato l’uomo, portandolo in psichiatria all’ospedale “Versilia”. Per poi arrestarlo e portarlo nel giro di poche ore nel carcere Don Bosco di Pisa, dove esiste una struttura clinica in grado di assisterlo. Nell’udienza di convalida dell’arresto di fronte al giudice, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere.
La nonna, dopo le prime cure, è stata portata nella rianimazione del “Versilia”. Nonostante l’età avanzata, ha lottato con tutte le sue forze. Ha resistito, a dispetto della gravità delle ferite. Ma dopo due settimane è spirata.
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