Sicurezza
I ristoranti: c’è puzza. La Geofor li punisce e cancella i contratti
Pontedera, azienda dei rifiuti revoca le convenzioni sui pasti Il giorno prima i titolari si erano lamentati della discarica
PONTEDERA. Colpirne uno per educarne cento. La mente corre alla frase del dittatore cinese Mao Zedong. Inevitabile, pensando a quello che sta succedendo a Pontedera in questi giorni. Anzi, in questo caso il celebre motto va aggiornato. Sono diventati due, infatti, i ristoratori a cui Geofor, azienda che gestisce la raccolta di rifiuti di 25 Comuni della provincia di Pisa, ha tolto la convenzione per la fornitura di pasti ai suoi dipendenti. Il motivo? Ufficialmente nessuno. Ma le mail di posta elettronica certificata sono arrivate in un momento preciso: dopo che i due hanno ammesso i disagi creati alle loro attività dall’aria irrespirabile proveniente dal polo ambientale di Gello. Dove Geofor gestisce l’impianto per i rifiuti organici. Parole dette al Tirreno e pubblicate sul giornale, mentre è in atto una raccolta di firme per chiedere alle autorità competenti di indagare sulle maleodoranze.
Una libertà di opinione pagata a caro prezzo dai due ristoratori. Il primo ha ricevuto la comunicazione da Geofor giovedì. Il secondo ieri. In entrambi i casi gli effetti sono devastanti. Migliaia di euro al mese di fatturato persi per aver descritto una situazione certa, indubitabile. Un futuro che diventa nebuloso per i dipendenti e per le stesse attività.
Il doppio caso sta facendo arrabbiare a Pontedera e dintorni. Dai semplici cittadini che protestano su Facebook, ai rappresentanti dei commercianti che condannano pesantemente la decisione della società presieduta da Paolo Marconcini, ex sindaco di Pontedera ed esponente della sinistra storica della città. Fino ai partiti, tra cui Forza Italia e il Movimento 5 Stelle. Tutti orientati a parlare di ritorsione che non si può accettare. Il presidente, però, non ha voluto commentare queste decisioni, trincerandosi dietro un silenzio che sa di decisione irrevocabile.
«La convenzione che avevo con Geofor da giugno prevedeva la fornitura di 15 pasti al giorno – dice il ristoratore che ha ricevuto la seconda lettera “punitiva” – Un danno enorme, visto che arrivo al massimo a quaranta coperti all’ora di pranzo. Chiamerò l’azienda sicuramente, perché voglio sapere almeno i motivi ».
La polemica è destinata a continuare, anche perché domani è in programma un altro appuntamento con la protesta dei cittadini contro le maleodoranze. Dopo aver raccolto quasi mille firme in pochi giorni, ci sarà un altro evento simile per aumentare il numero di adesioni. L’obiettivo è presentare un esposto alle forze dell’ordine, ai Comuni della zona e all’Arpat per chiedere controlli sulle sostanze presenti nell’aria respirata da migliaia di famiglie ogni giorno. Che, a seconda di come soffiano i venti, sono obbligate a barricarsi in casa senza poter aprire il minimo spiraglio.
Da Ecofor service, altra società del polo ambientale pontederese che gestisce una discarica, annunciano l’intenzione di effettuare le analisi. Sarebbe una buona notizia, forse tardiva, dopo anni di grossi disagi per i cittadini.
Il termine insopportabile, però, resta. Sia per i cattivi odori che arrivano quotidianamente nelle abitazioni, ma anche nelle aziende della zona, dove lavoratori e imprenditori si sono uniti alla protesta. Sia per quello che è successo ai due ristoratori, che si sono ritrovati in mezzo alla bufera e con conti da far quadrare, non si sa come. E solo per aver detto quello che ormai tutti conoscono.
Andreas Quirici
Tommaso Silvi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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