Caccia, al via il 1° settembre in Toscana. Ma il Wwf protesta: "Nessun preavviso"
Giovedì 1 settembre verrà inaugurata l'apertura anticipata della stagione venatoria. Secondo l'associazione ambientalista, la Regione ha deciso troppo in fretta e non ha rispettato le direttive europee
FIRENZE. Fucili imbracciati, i cacciatori sono pronti all'apertura anticipata della caccia, prevista per giovedì 1 settembre e domenica 4. Le date per sono state decise con una delibera dalla giunta regionale della Toscana. "Con soli due giorni di anticipo", accusano le associazioni ambientaliste toscane.
Storno, tortora, colombaccio, merlo, gazza, ghiandaia e cornacchia grigia sono le sole specie che possono essere cacciate su tutto il territorio. Sempre il 1 settembre, dalle 6 alle 19, si potrà cacciare l'alzavola, il germano reale e la marzaiola da appostamento fisso solo nei laghi artificiali e nelle superfici allagate artificialmente presenti sul territorio a caccia programmata della Regione Toscana e nelle Aziende Faunistico Venatorie. La preapertura della caccia, con le stesse modalità, luoghi e tempi previsti per il primo settembre, sarà consentita anche domenica 4 settembre alle sole specie: gazza, ghiandaia, cornacchia grigia e storno.
La protesta del Wwf. "Come al solito, la Regione approva il provvedimento a soli due giorni dalla sua entrata in vigore, per non dare il tempo alle Associazioni ambientaliste di tentare le vie legali per fermare un tipo di caccia estremamente dannoso". Per gli ambientalisti, non solo la Regione ha deciso all'ultimo e in sordina, ma, autorizzando la stagione venatoria, "ha deciso di calpestare le indicazioni del mondo scientifico e addirittura del Consiglio dei Ministri, anche per la parte conclusiva della stagione, tornando a concedere la caccia fino al 31 gennaio a specie come tordo bottaccio, beccaccia e cesena".
Le direttive europee e l'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) avevano disposto la chiusura della caccia al 20 gennaio.
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