Gioco
Livorno ha fatto bang con le cartucce di Rio
Le munizioni della medaglia di bronzo dell’inglese Ling realizzate nello storico stabilimento della Cheddite (1901)
LIVORNO. C’è un’altra medaglia che profuma di Toscana, di Livorno, di salmastro. È il bronzo dell’inglese Edward Ling, terzo nella fossa olimpica. Ma qui non ci sono bisnonni da tirar fuori per naturalizzarlo e cercare di arricchire il medagliere azzurro in futuro, qui ci sono cartucce che sono partite da Livorno e sono arrivate fino a Rio de Janeiro. Già, perché la Cheddite Italy - storica azienda livornese nata nel 1901 e con oltre 50 dipendenti - ha fornito le munizioni a Ling e anche ad altri tiratori impegnati nel tiro a volo alle Olimpiadi. Non solo nella specialità della fossa olimpica, ma anche nello skeet.
«Per noi è un motivo di grandissimo orgoglio - spiega l'amministratore delegato dell’azienda labronica Andrea Andreani -, a volte i nostri prodotti non vengono visti in modo positivo dalla gente che non conosce questo mondo, perché legati al mondo della caccia, settore in cui siamo comunque specializzati e che rappresenta una delle eccellenze italiane. Stavolta, invece, abbiamo dato il nostro contributo a uno sport che è diventato una miniera di medaglie per l’Italia (sette in totale, quattro ori e tre argenti, ndr). Ling? È un fenomeno, è stato anche vice-campione del mondo (nel 2014, ndr) e viene spesso a trovarci qui a Livorno».
LA STORIA E IL BOOM. Le origini della Cheddite, nome di un rivoluzionario esplosivo inventato alla fine del 1800, risalgono proprio agli albori del Novecento, per la precisione al 1901: all’epoca venne aperto il primo stabilimento a Livorno, poi quasi contemporaneamente un altro in Svizzera. Dopo decenni di grande crescita, nei primi anni ’80 vennero rilevati anche gli stabilimenti francesi della Gevelot, e così nacque pure la Cheddite France. E oggi siamo davanti a un’azienda leader a livello mondiale, che ha fatto il suo ingresso anche nell'ambiente sportivo.
«Il nostro stabilimento di Livorno si estende su una superficie di circa 50 ettari - continua Andreani, che lavora al fianco del presidente Carlo Angeli e del direttore Emilio Mariella - e in città siamo una delle poche aziende a investire sul territorio, con capannoni rinnovati e macchinari di ultima generazione. Negli ultimi sette anni, il nostro fatturato è cresciuto del 20-30% grazie non solo all’aumento delle esportazioni in tutto il mondo (principalmente negli Stati Uniti, ndr), ma anche per il fatto di aver puntato sul tiro a volo. Prima eravamo orientati - aggiunge solo sulla caccia, ma ora nella fossa olimpica e nello skeet abbiamo trovato altre due strade fertili».
ORGOGLIO AMARANTO. Per l’Olimpiade brasiliana, lo stabilimento Cheddite di Livorno non ha fornito solo le cartucce a Ling (modello Mach3) e ad altri stranieri, ma anche i componenti (bossoli, polvere…) ad alcune aziende, le quali hanno poi mandato i loro prodotti finiti a Rio. «Anche nelle mani di tiratori italiani - sottolinea l’amministratore delegato - quindi in un certo senso abbiamo contribuito pure ai successi azzurri». E si sono anche inseriti nella storia olimpica livornese, segnata da ben 98 medaglie grazie alla meravigliosa doppietta di bronzo di Gabriele Detti. «C'è soddisfazione sia per la nostra crescita lavorativa - chiude Andreani - che per questi splendidi risultati. L'Olimpiade di Rio ha portato il tiro a volo azzurro davanti a tutti gli altri sport, anche alla scherma e al canottaggio, dove siamo sempre stati al top. E noi - conclude l’amministratore delegato della Cheddite - siamo orgogliosi di aver portato il nome della nostra azienda su un palcoscenico del genere».
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