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Toscana

Canoa: a Donoratico il cantiere da 20 medaglie

Venti medaglie su 42 con 14 equipaggi di nazioni diverse. Cinque ori, sei argenti e nove bronzi. «Abbiamo lavorato da sempre per diventare “storia” ed ora lo siamo», dice con evidente e giustificato...

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Venti medaglie su 42 con 14 equipaggi di nazioni diverse. Cinque ori, sei argenti e nove bronzi. «Abbiamo lavorato da sempre per diventare “storia” ed ora lo siamo», dice con evidente e giustificato orgoglio David Filippi, amministratore dell’omonimo cantiere di Donoratico. Ora che sulle Olimpiadi di Rio è calato il sipario ed è il momento dei bilanci, l’erede della “fabbrica delle canoe” aperta nel 1980 dal padre Lido, può gioire insieme al suo staff. Da qui, dai capannoni e le officine del cantiere, sono partite per il Brasile ben 130 imbarcazioni da canottaggio (barche a remi, remi e rigger, pezzi di ricambio, accessori e utensili “per la più emozionante esperienza degli ultimi anni”, hanno ricordato) al servizio di 55 federazioni sportive. E’ la quinta Olimpiade alla quale si lega il nome dell’azienda di Donoratico che è ormai un marchio di culto nel panorama canoistico mondiale. «Nel mondo del canottaggio olimpico saremo ricordati con le nostre imbarcazioni. Ma siamo pronti a ripartire con la stessa motivazione per iniziare di nuovo tutto da capo», ha detto ancora David, cresciuto a sperimentare e ad imparare il mestiere sulle orme paterne. C’è un bel pezzo dell’ingegno tutto toscano dei Filippi, ma anche la grande capacità di stare al passo coi tempi, di innovare, fare ricerca avvalendosi di contributi di specialisti. Oggi, con l’ausilio di sofisticate tecniche di rilevazione, progettate in collaborazione con l’Università di Ferrara e con il Dipartimento di Matematiche Applicate del Politecnico di Milano (che ha preso parte allo sviluppo del team Alinghi) il Cantiere Filippi è in grado di progettare una imbarcazione e di testarla senza costruirla effettivamente. Una volta individuata la forma idrodinamica migliore si passa alla vera e propria realizzazione della barca. Dopo aver ottenuto il modello, si inizia la produzione dello stampo avvalendosi della tecnica dell’infusione che permette un’elevata compattazione degli strati di carbonio con minima presenza di aria al loro interno. Finché lo stampo è pronto per la produzione delle barche. L’azienda attiva da trentasei anni, conta oggi 100 dipendenti ed è partner Fisa e della Federazione italiana canottaggio. Il ritorno da Rio è stato salutato con entusiasmo dal sindaco di Castagneto Sandra Scarpellini che ha parlato di “orgoglio toscano di lavoro e modernità”.

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