Finanza
Mps, Profumo e Viola costretti a difendersi
SIENA. Per Banca Monte dei Paschi l’iscrizione dell’ad Fabrizio Viola («fiducioso nella magistratura, abbiamo sempre operato in trasparenza») e dell’ex presidente Alessandro Profumo con l’accusa di...
SIENA. Per Banca Monte dei Paschi l’iscrizione dell’ad Fabrizio Viola («fiducioso nella magistratura, abbiamo sempre operato in trasparenza») e dell’ex presidente Alessandro Profumo con l’accusa di falso in bilancio e manipolazione di mercato, solo “un atto dovuto”, dopo l’esposto presentato da uno dei piccoli azionisti e, soprattutto, della passata gestione della banca. Ma l’autore dell’esposto, Paolo Emilio Falaschi, rilancia chiedendo alla Bce di mettere Mps in amministrazione controllata, accusando gli stessi Viola e Profumo di essere stati informati dagli ispettori di Bankitalia, nel 2012, dei problemi legati al bilancio per Alexandria e Santorini. Proprio Falaschi, insieme a Giuseppe Bivona, all’ultima assemblea in aprile, aveva chiesto ai soci un’azione di responsabilità contro l’ex presidente e l'ad: proposta bocciata. All’idea di «un atto dovuto», ribadita dall'ad, rispondono Adusbef e Federconsumatori: «L’iscrizione nel registro degli indagati è invece utile a fare chiarezza: gli azionisti, lavoratori e risparmiatori che hanno pagato la disastrata gestione Mps sperano che i responsabili paghino il conto». Intanto il 12 ottobre davanti al gup a Roma udienza per l’archiviazione dell'inchiesta aperta contro la Banca d’Italia per l'autorizzazione data a Mps per l’acquisizione di Antonveneta.
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