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Toscana

I segreti del Palio: guida minima per i non senesi

Cristiano Pellegrini
Jonathan Bartoletti ("Scompiglio") portato in trionfo dai contradaioli della Lupa dopo aver vinto il secondo Palio consecutivo
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Jonathan Bartoletti ("Scompiglio") portato in trionfo dai contradaioli della Lupa dopo aver vinto il secondo Palio consecutivo

Dove la tradizione è legge. I dieci retroscena della vittoria. Mosse, carriere, battesimi, cavalli "scossi", drappelloni e nerbi alzati: parole e rituali della festa che incarna la senesità

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A vincere il Palio dell’Assunta, dopo quello del 2 luglio, martedì 16 agosto, è stata ancora la contrada della Lupa col cavallo Preziosa Penelope montato da Jonathan Bartoletti detto “Scompiglio”. Il Palio è una tradizione conosciuta in tutto il mondo, ma compresa appieno solo a Siena. Ecco una guida minima.


Non chiamatela manifestazione o attrazione turistica. O non ne avrete capito l'essenza e nemmeno la portata storica o la funzione sociale. Il Palio è la festa di Siena ma non solo, è la vita del popolo senese nel tempo e nei diversi aspetti e sentimenti. È un rituale che si ripropone uguale a sé stesso dai primi del 1600, periodo in cui si svolsero per la prima volta i palii "moderni", così come li vediamo oggi. Anche se i palii "alla lunga" , lungo le vie della città appunto, si svolgevano fin dal medioevo, come quello che sarebbe stato indetto nel 1260 per celebrare la vittoria sulla storica rivale Firenze nella battaglia di Montaperti. Una festa che non si esaurisce in soli tre giri di piazza sul "tufo" del Campo ma che – forse non tutti lo sanno – a Siena, dopo un'attesa vissuta un intero anno, sfocia in quattro giorni di Palio (otto totali tra le carriere del 2 luglio e del 16 agosto). Il culmine di una vita contradaiola con riti e rituali che accompagnano l'esistenza di ogni senese.

1.

Norme e consuetudini sopravvissute dal 1656 a oggi: a montare a cavallo non saranno più i nobili ma mercenari disposti a tutto e assoldati dalle contrade, a loro verrà fatto obbligo (1657) di cavalcare alla "bisdossa" (a pelo), si assegneranno i cavalli tramite sorteggio (1666) e si farà obbligo alle contrade di partecipare alla corsa anche nel caso in cui il cavallo avuto in sorte non sia un buon esemplare.

2.

Il battesimo contradaiolo: in occasione delle feste per i santi patroni di ciascuna delle 17 contrade, ai bambini piccoli, sin dalla più tenera età, viene annodato al collo il fazzoletto del rione. La contrada è per sempre e non si cambia più e accompagnerà il percorso di vita (e oltre) di ognuno: è usanza infatti vedere durante matrimoni e funerali paggi delle contrade che accompagnano i rituali religiosi.

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3.

La benedizione del cavallo e del fantino: sacro e profano si mescolano costantemente nei quattro giorni di festa. L'esempio più lampante è quello della benedizione del cavallo e del fantino che precede la carriera. Nel giorno del palio gli animali vengono accompagnati negli oratori delle contrade, dove vengono benedetti dai correttori (i parroci dei rioni) al grido di "Va' e torna vincitore".

4.

Rispettare la solennità del corteo storico: è l'atto che precede la carriera. Ogni contrada sfila per le vie del centro, salutando le autorità, con alfieri (termine senese con cui si indicano gli sbandieratori), tamburini e monturati (cioè le persone che vestono gli abiti rinascimentali con i colori del proprio rione), arrivando poi in Piazza del Campo prima della stessa carriera. Un'attività che, come tutte quelle che animano la vita di contrada, dura 365 giorni l'anno, tramandando la tradizione tra le generazioni.

5.

A vincere è il cavallo: è il protagonista della festa. Il Comune di Siena ha attivato un protocollo per l'allevamento e l'allenamento dei cavalli adatti alla Piazza del Campo. Qui numerosi proprietari di cavalli da Palio non percepiscono niente per l'apparizione degli animali se non la gratificazione . A vincere è il cavallo, anche "scosso", cioè senza più fantino.

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6.

Interpretare il drappellone: ogni anno il Palio o Drappellone o Cencio (come viene chiamato dai senesi), viene commissionato dal Comune di Siena a un artista locale per il Palio di Luglio e a un artista internazionale per quello di Agosto. L'iter che un artista deve seguire nella realizzazione del Palio è rigidissimo, perché si deve rispettare una precisa iconografia sacra. Quando viene svelato a Palazzo Pubblico scatta la corsa dei contradaioli a "scovare" in ciò che è rappresentato i segni del destino e delle possibilità di vittoria.

7.

Accordi tra fantini e contrade: "i partiti" animano il percorso che accompagna l'uscita dei cavalli dall'entrone di Palazzo Pubblico alla "mossa", cioè alla partenza. Sono scambi di piacere, anche tentativi di "corruzione" o comunque prove di accordo in base a scambi reciproci di favori o di denaro per favorire la propria contrada o sfavorire la rivale. Portavoce di questi accordi sono i fantini.

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8.

A nerbo alzato: il nerbo è uno dei simboli del Palio. Una sorta di frustino ricavato dall’organo sessuale dei vitelli, utilizzato il giorno del Palio per aumentare la velocità o colpire gli avversari. Viene alzato in segno di vittoria quando cavallo e fantino vincono il Palio.

9.

L'unico che non guarda mai finire il palio: il mossiere, colui che ha il compito di chiamare i cavalli all'interno dei canapi e di tentare l'allineamento. Una volta dato il via alla carriera, viene fatto allontanare dalla piazza per motivi di ordine pubblico e così non assiste mai alla fine della corsa.

10.

Come festeggiare la vittoria: dopo la vittoria, iniziano i festeggiamenti. I contradaioli ricevono il Drappellone e si recano alla Chiesa di Provenzano a luglio o in Duomo ad agosto per cantare il Maria Mater Gratiae di ringraziamento alla Madonna. La "cena della vittoria" avviene a cavallo tra settembre e ottobre. Vi partecipano migliaia di contradaioli e anche il cavallo vittorioso, ospite d'onore della serata.

 

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