Il dolore
È morta Vania, l'operatrice sanitaria bruciata dall'ex. Lui: "Non le ho dato fuoco io"
Lucca, troppo gravi le ustioni: l'uomo, arrestato, l'ha cosparsa di benzina per poi incendiarla. La difesa chiederà perizia psichiatrica
LUCCA. Vania Vannucchi non ce l'ha fatta. L'operatrice sanitaria dell’azienda ospedaliera di Pisa è morta a Cisanello alle 6: troppo gravi le ustioni riportate nell'aggressione dell'ex, Pasquale Russo, che ha cosparso la donna di benzina per poi incendiarla.
"Non volevo ucciderla" ha detto Russo alla Polizia. L'uomo ha ammesso di essere sì sul posto ma di non aver appiccato le fiamme. Prima di essere trasportato in questura Russo è stato medicato per una bruciatura all'avambraccio destro. Una ferita che lui avrebbe giustificato con un incidente mentre svolgeva dei lavori in casa. "Le ho buttato la benzina per sporcarla, per imbrattarla - avrebbe aggiunto l'aggressore - Solo dopo ho pensato che lei fumava: forse aveva la sigaretta accesa". La stessa versione che riporta il suo difensore, l'avvocato Gianfelice Cesaretti. Il legale ha spiegato che l'uomo era in cura da qualche tempo per problemi "pschiatrici: aveva fatto varie visite mediche e credo prendesse dei farmaci". Cesaretti chiederà una perizia pschiatrica. L'accusa nei confronti di Pasquale Russo, che resta in carcere in attesa che il gip decida, è di omicidio volontario. Sulle aggravanti valuterà il magistrato.
Nel frattempo il sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, ha annullato le manifestazioni pubbliche. Bandiere a mezz'asta nei comuni del Lucchese
Una mostra contro il femminicidio
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L'AGGRESSORE ARRESTATO
Russo, 46 anni sposato e padre di tre figli, dipendente della Manutencoop, una delle cooperative che si occupa di trasporti per l’Asl di Lucca, è stato arrestato nella sua abitazione. L’uomo era ossessionato da Vania. I due in passato hanno avuto un’amicizia, probabilmente una relazione. I colleghi di lavoro ricordano di averli visti spesso assieme al Campo di Marte, all’epoca in cui Vania lavorava come barelliera per la Coopservice. Un rapporto – di quale natura fosse solo i due possono saperlo – che poi si è interrotto. Da un anno avevano smesso di frequentarsi, ma Russo non aveva digerito la rottura ed era geloso della 46enne, che da qualche anno si era separata dal marito, un carabiniere delle Unità cinofile di Firenze. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, continuava a tormentarla con telefonate e messaggi. Vania lo temeva e così aveva provato a mettere una distanza fra sé e quel rapporto malato: a febbraio aveva iniziato a lavorare a Pisa, come oss dell’azienda ospedaliera universitaria. Ma Pasquale non l'aveva mollata.
VIDEO La Polizia: "Vania attirata in quel parcheggio con l'inganno"
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IL FATTO: COSPARSA DI BENZINA E INCENDIATA
I due, martedì 2, si sono dati appuntamento intorno all’ora di pranzo: Vania è arrivata con la sua Fiat 500, Pasquale in scooter, con una tanica di liquido infiammabile. Alcuni lavoratori che stavano andando a mensa hanno sentito delle urla. Sembrava un litigio e di certo non immaginavano quel che poi è accaduto. Una telecamera posta sul fondo del piazzale ha inquadrato la scena da lontano: Vania e Pasquale si sono avvicinati, hanno gridato, poi si sono riallontanatI e riavvicinati di nuovo. A quel punto la donna ha deciso di tornare alla macchina, parcheggiata proprio lì accanto. Mentre stava per salire l’uomo le ha versato addosso la benzina e le ha dato fuoco. Vania ha corso per pochi metri, è inciampata e caduti. Una torcia umana che ha urla a perdifiato: Ezio Lucignani, che lavora nel magazzino lì di fronte è stato il primo a soccorrerla. «Gridava e chiedeva di chiamare il marito e il padre. Diceva: “È stato Pasquale...”» (Il racconto dei primi soccorritori).
VIDEO L'arresto di Russo
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Mentre Vania bruciava, Pasquale si è dileguato. L’uomo, residente a Segromigno in Monte, è salito a bordo del suo scooter ed tornato a casa. Sulla base delle testimonianze dei soccorritori e di quel grido disperato («È stato Pasquale»), gli investigatori della squadra mobile diretti dal commissario capo Silvia Cascino, hanno indirizzato subito le indagini nella giusta direzione. L’uomo è stato così raggiunto nella sua abitazione e arrestato. Una volta portato in questura, per lunghe ore ha continuato a negare il proprio coinvolgimento. Poi, alla presenza anche del sostituto procuratore Piero Capizzoto, ha fatto le prime ammissioni.
LA POLIZIA: VOLEVA DENUNCIARLO
"Sembrerebbe che relazione tra la donna e l'uomo che abbiamo arrestato fosse stata a tratti anche burrascosa e anche su indicazioni di alcune amiche, che la donna si fosse determinata a denunciarlo. Denuncia che poi non è stata formalizzata". Lo ha spiegato il dirigente della squadra mobile di Lucca Silvia Cascino parlando degli elementi raccolti dalla polizia per ricostruire quanto accaduto martedì pomeriggio al Campo di Marte. L'uomo è accusato di omicidio volontario.
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