Lutto
Il vicinato scaccia i banditi armati e difende la banca
Assalto fallito a Pontedera: uno dei sei ladri ha anche minacciato una donna sparando un colpo
PONTEDERA. A mettere in fuga i ladri questa volta sono state le voci dei cittadini. La loro esasperazione, la loro voglia di non veder commettere un reato.
Li hanno svegliati nella notte con un boato che ha fatto tremare il palazzo, dove ha sede la filiale della Banca popolare di Lajatico al Romito di Pontedera. I banditi hanno lanciato il carro attrezzi contro una parete della Popolare di Lajatico per agganciare lo sportello bancomat sembrava che tutto il palazzo stesse per venire giù all’improvviso. Dopo quel botto incredibile i residenti si sono affacciati alle finestre. La loro determinazione è stata più forte di quella dei ladri. Non hanno perso tempo: hanno chiamato i carabinieri. Non si sono girati sull’altra parte del cuscino. In questo modo hanno contribuito a sventare uno dei sempre più frequenti furti con spaccata ai danni degli sportelli bancomat.
Una signora che abita in un appartamento al piano superiore dell’istituto di credito, ha avuto la sorte di affacciarsi per prima alla finestra di casa. «Che succede?» è la prima cosa che Luana Barsotti si è chiesta quando ha aperto la finestra di casa, all’alba di ieri, lungo la via delle Colline. Per tutta risposta si è trovata con una pistola puntata contro.
«Non voglio parlarne più di tanto»: all’indomani, Luana evita i dettagli di un brutto ricordo quando la contattiamo per telefono. Quando lei aveva visto la scena il mezzo del soccorso stradale, rubato poco prima alla carrozzeria Futura a Ponsacco, aveva già devastato l’ingresso della banca (danni per alcune decine di migliaia di euro) ma non era riuscito ad agganciare la cassa.
«I ladri urlavano tra di loro in maniera impressionante – racconta un altro cittadino, Fabio Becherini – e in verità non è stato il boato a svegliarmi ma questo loro modo di parlare a voce così alta. Anche io ho aperto la finestra per capire cosa stava succedendo, se era successo un incidente. Quando ho visto quegli uomini e il carro attrezzi ho capito. Pochi minuti dopo sono arrivati i carabinieri, oltre alla vigilanza privata».
L’allarme della banca è entrato subito in funzione (erano le 5) segnalando il raid e l’auto della vigilanza privata si trovava quasi all’ingresso del paese. La famiglia Ferretti è stata la prima a chiamare i carabinieri ai quali poi la donna minacciata con la pistola ha raccontato quei pochi istanti in cui si è trovata faccia a faccia con il malvivente incappucciato e armato. «Ha sparato un colpo in aria per spaventarci», racconta Rodolfo Ferretti.
C’è anche chi ha immortalato sul telefonino la scena. I carabinieri della compagnia di Pontedera, intervenuti per il sopralluogo, non hanno trovato bossoli a terra e quindi ritengono che l’arma usata potesse essere una scacciacani, oppure che sia successo qualcosa di diverso da quella che è stata la percezione dei cittadini spaventati, buttati giù dal letto alle 4.30.
«Non sono riusciti ad agganciare il bancomat – aggiunge Becherini – forse erano dei dilettanti. Hanno colpito di lunedì, non credo avrebbero trovato molti soldi dopo un fine settimana con lo sportello automatico in funzione. Erano in sei». Saranno stati dei dilettanti, ma numerosi e armati.
Tanti danni alle strutture della filiale che ieri è stata aperta con qualche disagio. Gli investigatori non escludono che i banditi (che hanno agito almeno in quattro, altri due erano su un’auto) possano essere collegati, in qualche modo, alla banda che nei mesi scorsi ha imperversato in Valdera commettendo furti analoghi. Sono arrivati con due auto, una era un’Alfa 164 nera già vista su altri colpi.
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