Il Tirreno

Toscana

Una papera da 20 milioni

di ALESSANDRA VIVOLI
Una papera da 20 milioni

Il portierone racconta l’esperienza da azionista della Zucchi: «Guai a fidarsi...»

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di ALESSANDRA VIVOLI

Perdere 20 milioni di euro e non fare una piega.

Anzi, ammettere, con grande umiltà, di aver sbagliato qualcosa nell’avventura da imprenditore e ribadire la fiducia, incondizionata, nella famiglia (la propria) anche quando si tratta di affari. E, soprattutto, rivolgere un pensiero ai posti di lavoro e agli stipendi (qui gli zero sono molti, molti meno) che, rimanendo come azionista di riferimento fino alla fine, ha contribuito a preservare. Parando - è proprio il caso di dire - una crisi che avrebbe potuto coinvolgere anche i lavoratori e le loro famiglie.

Ecco, la micro economia di Gianluigi Buffon, portierone di Juventus e Nazionale è servito: proprio nei giorni che segnano, ufficialmente, la sua uscita dal gruppo Zucchi, passato nelle mani del fondo francese Astrance, che già aveva rilevato (e rilanciato) uno dei marchi di Zucchi, Descamps. Un campione che ammette di aver sbagliato e che giudica con severità la sua avventura sulla tolda di comando di uno dei gruppi tessili più famoso d’Italia. Gigi Buffon, in un’intervista al “Corriere della Sera”, ammette di aver sbagliato a fidarsi. E ricorda, quasi fosse un monito per il futuro o magari il consiglio a qualche collega che «gli investimenti vanno seguiti in prima persona, soprattutto se sono di portata così straordinaria come è stato nel caso di Zucchi. Non va mai bene delegare a professionisti o a persone che possono sembrare di fiducia. L’aria che c’è in azienda, in certi contesti, deve essere chi mette i soldi a respirarla».

Chiosa così la sua avventura nell’alta finanza il calciatore di origine apuana che, con un reddito che si aggira sugli 11-12 milioni di euro l’anno (fra contratto con la Juventus e sponsorizzazioni varie) può permettersi una “lezione” come quella della Zucchi.

E pensare che non era la prima incursione del portiere azzurro nel mondo della finanza. Il discrimine, come lui stesso sottolinea, lo hanno fatto gli altri. Le persone di cui si è fidato e che non facevano parte, come per gli altri investimenti andati a buon frutto, della sua bella e solida famiglia. Qui - in casa Buffon - tutto funziona alla perfezione. Le sorelle del portierone, Guendalina e Veronica dopo aver appeso le divise da pallavoliste al chiodo, hanno preso le redini, rispettivamente, dello stabilimento balneare rilevato da Gigi Buffon,la Romanina, dell’hotel in terra apuana, Stella Maris, al confine con Forte dei Marmi.

Il padre Adriano, la mamma Maria Stella e lo stesso Gigi seguono la Gvg, azienda appunto di famiglia, che solo un paio di anni fa ha fatto un maxi investimento a Marina di Carrara, a due passi dalla casa dove è cresciuto il portierone. In questo ultimo caso si è trattato di un centro diagnostico di ultima generazione dedicato agli sportivi, e non solo, divenuto un’eccellenza che travalica i confini di Massa-Carrara.

In terra apuana, insomma, gli affari vanno a gonfie vele. Ma l’avventura cominciata nel 2009 a Rescaldina, il quartiere generale poco fuori Milano dell’azienda Zucchi, si è chiusa con un fallimento e con uno scotto da 20 milioni di euro. E pensare che, proprio al Tirreno Gigi Buffon aveva, sull’onda dell’entusiasmo, annunciato di voler portare il marchio Zucchi anche a Carrara, annunciando - subito dopo il suo ingresso ai vertici della società - investimenti all’ombra delle Apuane legati al tessile.

Se questi affari non sono mai andati in porto un altro investimento del portierone della Nazionale non ha fatto centro. E questa volta non c’entra l’alta finanza ma un campo che super Gigi conosce molto bene, quello di pallone. Nella città dove è nato, Buffon aveva acquistato il 100% della squadra locale.

Lo ha raccontato al Corriere: «Stava fallendo, l’ho voluta rilevare per far piacere ai miei concittadini, l’ho presa in interregionale, l’ho portata in C2, poi in C1 che è una categoria di tutto rispetto, poi qualcuno, anziché sentirsi soddisfatto per quello che si sta facendo, per aver ricevuto un contributo che non è dovuto e che mi sono dovuto sobbarcare da solo mentre potevano essere 100 altri soggetti a occuparsene, dice che non si può sognare… Beh, allora… allora mi girano le scatole». Un’altra avventura finita ma, in questo caso, non una porta che si chiude per sempre. Il cuore giallo-azzurro di Gigi Buffon annuncia infatti la sua disponibilità a dare un contributo al calcio carrarese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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