Sicurezza
Macchine intelligenti e brevetti: GE investe sugli scienziati pisani
Il business dell’energia: intesa fra Pignone e Sant’Anna per creare strumenti che imparano a correggersi da soli
FIRENZE. Alla Regione non costa un soldo, ma potrebbe giovare molto all'economia toscana. Con lo sviluppo di brevetti, di programmi, la produzione di macchinari inediti. Oltre l'ultima generazione: le macchine dotate di intelligenza artificiale, destinate alla “fabbrica intelligente”. A questo - e allo sviluppo di un «centro di eccellenza in applicazioni digitali industriali avanzate» - punta l'accordo fra Regione, scuola Superiore Sant'Anna di Pisa (il cervello dell’operazione) e General Electric.
Si tratta dell’ulteriore tassello del piano di sviluppo che il colosso americano ha per la Toscana. A gennaio, quando aveva annunciato l’investimento da 600 milioni in Toscana( tra Firenze, Avenza di Carrara, Livorno, Volterra) General Electric aveva annunciato che non si sarebbe limitata a creare «un centro mondiale per la produzione per lo sviluppo di turbine e compressori» per il settore petrolio e gas. Avrebbe sfruttato pura la presenza delle università e delle scuole di Alta specializzazione per proseguire il lavoro «sulle tecnologie per l’Internet industriale - si legge nelle premesse dell’accordo - per connettere in modo sicuro e affidabile fabbriche e macchine intelligenti, sistemi di analisi avanzate di elevati volumi di dati, nuove competenze a elevata specializzazione». Del resto, una società del gruppo americano - la Nuova Pignone tecnologie srl - detiene 540 famiglie brevettuali, cita la Regione, che corrispondono a circa 4000 "titoli brevettuali" (tra concessi e domande di brevetto) registrate in Italia e all'estero. Nello specifico in Italia risultano oltre 500 titoli brevettuali «e il trasferimento della titolarità di oltre 800 programmi informatici (strumenti di calcolo coperti da copyright) e più di 2 milioni di disegni/documenti tecnico-industriali e commerciali». Insomma, un patrimonio di idee che GE ha necessità di sviluppare. Di tradurre in progetti, «trasformare in produzione di tecnologie per il settore energetico - recita l'accordo - con sviluppo di conoscenze e beni immateriali a elevato valore aggiunto, per competere sui mercati globali e rendere Italia e Toscana un ecosistema più attraente per chi intenda investire in tecnologia». Con la Regione pronta a darsi da fare per attrarre investitori internazionali.
In concreto, tutto questo significa che GE mette a disposizione una piattaforma digitale sviluppata negli ultimi anni (Predix) per l'Istituto TeCIP del Sant'Anna (Istituto per le tecnologie nella Comunicazione, Informazione e Percezione) in modo da migliorare e applicare (fra l'altro) le tecnologie di “learning machine”. Di che si tratta? Di applicare l'intelligenza artificiale all'industria, in modo da consentire ai macchinari di “imparare” a comportarsi in un determinato modo in determinate condizioni. Questo processo (al quale si arriva attraverso l'analisi di enormi quantità di dati ed elaborazione di algoritmi) consente il miglioramento dei comportamenti delle macchine, la simulazione di processi industriali complessi per arrivare a prevenire eventuali errori di produzione.
L’accordo fra Sant'Anna e Ge, ha già dato vita a un progetto avviato il 1° luglio. Il progetto Promas l'ingegner Valentina Colla, responsabile del laboratorio del Sant'Anna, mira a «realizzare un unico strumento (una piattaforma innovativa di CAD - design supportato da computer e CAM - e manufacturing supportato da computer - in rete) per ottimizzare il processo della progettazione e della realizzazione di componenti e macchinari complessi. Tramite la piattaforma sarà possibile integrare i contributi di attori interni ed esterni alla azienda, sfruttare grandi moli di dati prodotti nei test e sviluppare sofisticate simulazioni in vista di un obiettivo ambizioso: sviluppare nuovi pezzi e perfino nuovi macchinari».
Ilaria Bonuccelli
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