Il Tirreno

Toscana

Riordino Camere di Commercio Rischiano in 200

di Samuele Bartolini

FIRENZE. Il governo torna alla carica sul riordino delle Camere di Commercio, il decreto sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri il 5 o l'11 agosto, ma è già scontro totale con Cgil-Cisl-Uil. La...

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FIRENZE. Il governo torna alla carica sul riordino delle Camere di Commercio, il decreto sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri il 5 o l'11 agosto, ma è già scontro totale con Cgil-Cisl-Uil. La bozza del decreto che sta girando negli enti camerali lascia poco spazio alla fantasia.

Viene confermato il taglio delle risorse: -40% sui diritti camerali per il 2016 e –50% nel 2017. Ecco le conseguenze. 400 lavoratori delle Camere di Commercio vanno verso il licenziamento. 200 lavoratori (su un totale di 700) entrano nel limbo di una cassa integrazione con lo stipendio all'80% del tabellare per 2 anni e poi saranno licenziati perché non potranno chiedere il trasferimento come è stato concesso ai lavoratori delle Province. I primi a saltare sono i lavoratori del portierato e delle pulizie.

Gli altri 200 esuberi – tra cui 90 giovani laureati - arrivano dalla chiusura delle aziende speciali. Niente più finanziamenti alle imprese. Addio all'internazionalizzazione. Niente più conciliazione e mediazione. Fine delle iniziative gratuite per le startup d'impresa. Nel frattempo viene rivoluzionata la mappa degli enti camerali.

La sede regionale chiude. Le sedi periferiche altrettanto. Grosseto soccombe a Livorno. Massa Carrara ha la peggio su Lucca. Mentre nelle altre città scatta una guerra fratricida tra pari con l'obiettivo di non chiudere la sede. Primo scontro, quello tra Prato e Pistoia. Due città che punteranno sui loro carichi da novanta per salvare la sede: Prato farà valere il maggior numero di imprese iscritte al registro camerale, Pistoia giocherà la carta di essere sempre stata Provincia. Si preparano alla guerra per non scomparire anche Arezzo e Siena.

L'unica, invece, che ha la certezza di rimanere aperta è la Camera di Commercio di Firenze perché supera le 75mila imprese iscritte. Mentre rimane l'incognita Pisa, che non ha ancora scelto con chi fondersi anche se la via più naturale sembra l'unione con Massa Carrara e Lucca.

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