Gioco
Rifugiati accolti in famiglia Primi ingressi tra un mese
Riattivato il servizio regionale per offrire ospitalità, in due giorni 70 chiamate Alle famiglie 16 euro al giorno, 19 agli enti gestori che si occupano delle pratiche
LIVORNO. Rifugiati e toscani sotto lo stesso tetto, probabile che a fine agosto questa immagine diventi realtà. L’ospitalità verso i migranti prova a fare un passo ulteriore in Toscana, con il progetto per l’accoglienza familiare che riapre il numero di telefono ai cittadini che vogliono accogliere i richiedenti asilo in casa propria. La Regione ha ripreso il percorso che si era interrotto a dicembre, a causa delle perplessità del ministero dell'interno, e da quando il numero è di nuovo attivo (allo 055.4383030) in due giorni già quasi 70 persone hanno telefonato. Venti quelle che hanno dato la disponibilità per l'accoglienza in famiglia, cinque per dare la disponibilità a dare in affitto un appartamento vuoto. Il resto hanno chiesto informazioni per comprendere meglio il funzionamento della proposta.
A dicembre la Regione aveva già provato a lanciare l'iniziativa con il servizio “Pronto accoglienza” e ben 600 famiglie toscane avevano alzato la cornetta per parlare con gli operatori. Un terzo, circa duecento, avevano dato concreta disponibilità a offrire l’accoglienza in famiglia, a condividere cioè con i migranti lo stesso tetto. «Queste disponibilità saranno rivalutate e le persone contattate di nuovo - spiega l'assessore all’immigrazione Vittorio Bugli - e si sommano a quelle odierne». Se tutti confermeranno, considerando un migrante per famiglia, circa 220 rifugiati saranno accolti in una casa toscana. Al momento sul territorio sono presenti più di 10 mila migranti, per una capacità complessiva del sistema regionale di 12 mila.
L'idea è di mantenere il principio una casa un rifugiato, «anche se possono esserci delle eccezioni, da valutare caso per caso e a seconda della disponibilità, per madri che magari hanno uno o due figli» spiega Bugli. Anche le famiglie mononucleari potranno offrire ospitalità.
La Regione farà da tramite tra le famiglie motivate ad accogliere e le Prefetture, che gestiscono il lavoro di accoglienza sul territorio. Dalla Prefettura di Firenze spiegano che una volta individuate le famiglie disponibili ci dovrà essere un raccordo con le associazioni che già operano nel settore. Non si tratta solo di ospitare infatti, ma anche di proseguire il percorso di integrazione e occuparsi delle fasi della richiesta che spesso sono tortuose e richiedono l’assistenza di personale specializzato
L’appoggio alle associazioni è imprescindibile perché anche chi è in Italia da sei mesi spesso non ha ottenuto il permesso di soggiorno ed è impegnato nella trafila per la valutazione della richiesta. Non sono rari i casi di richiedenti asilo che dopo un anno non hanno fatto la prima audizione. Probabile che le Prefetture lavorino tenendo conto della capacità in tempo reale dei vari centri per l'accoglienza già presenti sul territorio e quando non ci saranno posti in questi, i migranti saranno assegnati per alle famiglie che hanno fatto richiesta, precedentemente inserite in una lista. Chi ospiterà in casa dovrà occuparsi di pranzo, colazione e cena, di fornire un letto e di occuparsi della pulizia della biancheria. Agli enti rimarranno in carico le pratiche burocratiche, i corsi di lingua e le attività di accoglienza. La stima della Regione è che alle famiglie vadano 16 euro per vitto e alloggio e 19 agli enti gestori per i servizi.
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