Il Tirreno

Toscana

Donati gli organi di Gaia La madre ora è indagata

di Anna Cecchini
Donati gli organi di Gaia La madre ora è indagata

Inchiesta d’ufficio sul decesso della piccola dimenticata all’interno dell’auto La comunità locale sconvolta. Il nonno è distrutto: «La bimba non c’è più»

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VADA. Hanno scelto di donare gli organi della loro bambina. L’ultimo gesto d’amore per onorare il loro piccolo angelo. I genitori di Gaia Onida, straziati dal dolore, hanno acconsentito all’espianto, che è stato effettuato dallo staff medico dell’ospedale pediatrico Meyer nella notte tra mercoledì e ieri.

Intorno alle 7 di ieri mattina la salma della bambina, morta nel tardo pomeriggio di mercoledì al Meyer, è stata ricomposta e trasferita al reparto di medicina legale dell’ospedale di Careggi. Oggi intorno alle 9,30 il sostituto procuratore Massimo Mannucci della Procura di Livorno, che ha avviato un’inchiesta d’ufficio per omicidio colposo nei confronti della madre della piccola, deciderà se dare l’incarico per l’autopsia sul corpo di Gaia. L’esame autoptico potrebbe essere effettuato già nel pomeriggio di oggi.

Intanto a Vada, la frazione balneare lungo la Costa etrusca dove la bimba viveva con la famiglia, si respirano incredulità e sconforto. La pescheria di famiglia, nella piazza centrale del paese, è rimasta aperta anche ieri. A guidare l’attività c’è nonno Pietro Cervasio, padre della mamma di Gaia, storico pescatore del posto. Un uomo tutto d’un pezzo che prova a trattenere la disperazione ostinandosi a proseguire la routine della quotidianità. Anche ieri Pietro era in pescheria, con gli occhi venati di rosso dalle troppe lacrime versate ma con la volontà granitica di andare avanti anche per la figlia Michela, distrutta da un dolore che solo ad essere immaginato trascina verso l’abisso.

«La nostra Gaia non c’è più», ci dice nonno Pietro mentre esce di casa diretto in pescheria. È un uomo di poche parole, che nel ripetere quella che appare una constatazione ovvia sembra voler prendere coscienza del dramma che ha investito la sua famiglia. Non parla della piccola, è frastornato e spiega di non sapere cosa accadrà nei prossimi giorni, se sarà organizzato o meno un funerale. «Abbiamo un negozio - dice - e dobbiamo andare avanti».

In paese, dove la Pro Loco ha annullato tutte le iniziative estive previste per i prossimi giorni in segno di cordoglio dei confronti della famiglia di Gaia, i cittadini sono senza parole. Preferiscono non parlare della tragedia che in qualche modo si è abbattuta sull’intera comunità, si stringono nelle spalle e come sentono il nome di Gaia i loro occhi si velano di lacrime. Qualcuno, magari senza farsi vedere, si avvicina al luogo dove era parcheggiata l’auto all’interno della quale la bambina è rimasta chiusa fino oltre mezzogiorno di martedì, e si sofferma un istante. Qualcuno lascia anche un fiore, in segno di saluto al piccolo angelo.

Nessuno può capacitarsi di quello che è accaduto martedì mattina, quando mamma Michela è partita da casa in auto, con le due figlie (oltre a Gaia anche una bimba più grande). Ha accompagnato la figlia maggiore e poi si è diretta al lavoro, dimenticandosi che nell'auto era rimasta la piccola.

Dopo quasi quattro ore la drammatica scoperta, l’arrivo dei medici della Pubblica assistenza che hanno rianimato una prima volta la bimba, la corsa all’spedale più vicino, quello di Cecina e, nel primo pomeriggio, il trasferimento al Meyer. Dopo una notte in cui le sue condizioni sembravano poter migliorare, mercoledì alle 18,30 la tragica notizia della morte di Gaia. E la scelta generosa di una famiglia devastata dal dolore di donare gli organi della piccola.

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