Sicurezza
Aggressione col letame, Rossi pensa di denunciare l'allevatore. Lui non si pente: "Lo rifarei"
Il presidente: "Avevo pensato di lasciar correre, ma poi ho riflettuto e credo che quando siamo di fronte a un reato le istituzioni debbano dare un segnale, perché certi episodi non si ripetano" Coro di solidarietà bipartisan al governatore a cominciare da quelle di Renzi e Mattarella
FIRENZE. "Ieri pensavo di non denunciare questo signore, perché sono una persona che non porta rancore, ma oggi credo che invece lo farò perché episodi del genere non si ripetano. Mi consulterò ancora, ma credo che, per rispetto delle istituzioni e della giustizia è bene che quando siamo di fronte a un reato ci sia una reazione da parte di chi ha subito". Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, venerdì 29 luglio, parlando con i giornalisti ai quali ha raccontato l'episodio di ieri sera alla festa dell'Unità di San Miniato dove un allevatore gli ha lanciato dello sterco. Un episodio per il quale Rossi ha ricevuto un coro di attestati di solidarietà a cominciare da quelli del premier Renzi e del presidente della Repubblica, Mattarella.
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"Bisognerebbe tutti fare uno sforzo per riportare i comportamenti in un alveo che non sia quello della violenza e del degrado - ha aggiunto -. Non è possibile che un signore che chiede una cosa che non possiamo dargli, pensi di esprimere così la sua protesta. E' un comportamento esecrabile e condannabile. E' bene reagire, ieri ho provato a farlo, e andare avanti con il dibattito". A San Miniato ritornerò a settembre perché questo episodio non ferma la mia azione", ha concluso.
"Un episodio come questo è una novità assoluta per le feste dell'Unità. Io ho sempre girato liberamente da solo per la Toscana, e vorrei continuare a farlo". Lo ha detto Rossi parlando con i giornalisti che gli chiedevano se dopo l'aggressione di ieri si ponga il problema della sicurezza anche nelle feste dell' Unità. "E' giusto che ci sia protezione nei luoghi pubblici - ha aggiunto -. Nel mio libro scrivo che i partiti debbano essere strutturati. Quando un tempo lo erano, c'era anche il servizio d'ordine. Quanto è accaduto deve far riflettere sotto questo aspetto". Rossi ha voluto "ringraziare i compagni e gli amici che mi hanno pulito e rivestito. Uno è anche andato a casa a piedi nudi per darmi le sue scarpe. Mi hanno confortato le telefonate di esponenti di partito, amici e compagni e anche l'attestazione di Nogarin e la telefonata da M5s".
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LE REAZIONI
Il presidente della Regione raccoglie un corso bipartisan di solidarietà, che arriva da tutte le forze politiche. Tra i primi ad esprimere solidarietà a Rossi, ieri sera stessa, il premier e segretario del Pd Matteo Renzi. "La più totale solidarietà mia personale e del Pd Toscana nei confronti di Enrico Rossi ignobilmente aggredito".
Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha telefonato a Rossi per esprimergli "solidarietà e vicinanza" dopo l'aggressione. E' quanto si apprende dallo staff del governatore della Toscana.
"Quel che è avvenuto è un atto ingiustificabile, antidemocratico e intollerante. Un gesto violento che suscita preoccupazione e sconcerto e che va fermamente condannato", dice il segretario regionale del partito Dario Parrini. Solidarietà anche dal capogruppo Pd in Regione, Leonardo Marras, che ha chiamato Rossi "per esprimergli la piena solidarietà mia personale e di tutti i consiglieri del gruppo Pd" e che definisce l'aggressione "vergognosa e intollerabile. Di "gesto inqualificabile" parla il senatore dem ed ex governatore della Toscana Vannino Chiti: "La campagna d'odio contro i politici, il qualunquismo contro la cosiddetta 'casta', l'accomunare in luoghi comuni onesti e disonesti, impegnati e lavativi, porta a questi esiti", osserva Chiti.
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Ma parole di solidariet giungono anche da Ms5: il capogruppo in Regione Andrea Quartini ha telefonato a Rossi "per testimoniare, a nome del gruppo, la sua solidarietà per il fatto increscioso". "La politica - dice il capogruppo M5s - deve rimanere nel dialogo civile".
Dal mondo sindacale i messaggi della Cgil Toscana con la segretaria generale Angelini che parla di "episodio inaccettabile, dobbiamo - dice - difendere i valori di democrazia e rispetto" aggiungendo che "in questi tempi difficili è compito di chi ama la democrazia, la solidarietà e il rispetto difendere i nostri valori più profondi". E per il segretario generale della Cisl Toscana Riccardo Cerza "qualunque protesta o contestazione deve sempre rimanere nell'alveo della non violenza e del rispetto delle persone e delle istituzioni". "Le critiche, anche forti, non devono mai travalicare il senso del rispetto verso le persone", dice anche il segretario della Uil Toscana, Francesca Cantini.
Trasversale la solidarietà anche dai sindaci. Per tutti parla Matteo Biffoni, presidente dell'Anci e sindaco di Prato che parla di "aggressione violenta e senza alcuna giustificazione". Significative poi le prese di posizione tra cui quella del primo cittadini in cui c'è stata l'aggressione: Vittorio Gabbanini parla di "gesto ignobile" e manifesta "preoccupazione perché un simile atto brutale si è verificato all'interno di un momento che sarebbe dovuto essere di confronto e dibattito con i cittadini". Per il sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi che alla guida di una lista di sinistra ha battuto il Pd "le differenti opinioni non possono e non devono mai far venir meno il rispetto per le persone e per le Istituzioni che esse rappresentano né tantomeno giustificare la violenza" e, attraverso un post su facebook Rossi incassa anche la solidarietà del neosindaco di Cascina, la leghista Susanna Ceccardi: "Solidarietà ad Enrico Rossi, aggredito da un macellaio del Pd arrabbiato per le limitazioni imposte dalla Regione per la macellazione islamica halal. Il metodo islamico di macellazione è pura ferocia: dopo questo gesto è ancora più importante non retrocedere di fronte alle rivendicazioni di chi aggiunge violenza alla violenza".
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"Un atto gratuito e stupido", "un caso molto isolato" da non caricare comunque di grandissimi significati, che però è "preoccupante per la mancanza di rispetto versoi chi, eletto dai cittadini, dedica tutto se stesso a svolgere la propria funzione". Così Eugenio Giani, sull'aggressione subita ieri sera, giovedì 28 luglio, dal presidente della Regione, Enrico Rossi. "Si può essere d'accordo o no con l'operato di chi è eletto, ma preoccupa l'atteggiamento", ha aggiunto Giani che esprime "solidarietà profonda" a Rossi: "So quanto si dedica alla sua funzione, quanto ci tiene, quanto gira; e difatti sta riscuotendo la solidarietà della gente per bene e dei cittadini".
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Solidarietà a Rossi è stata espressa da Gianni Cuperlo sulla sua pagina Facebook, dal vice segretario del Pd, Lorenzo Guerini, dal presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura, che definisce "inaccettabile sostituire il dialogo, il confronto, anche duro e aspro, con gesti triviali, violenti e inutili" e dal presidente della Conferenza delle Rgeioni, Stefano Bonaccini che parla di "gesto vile e inqualificabile, rispetto al quale bisogna esprimere solo la più ferma e netta condanna": Il sindaco di Firenze, Dario Nardella, scrive su Twitter che "nessuna diversità di opinioni giustifica aggressioni come questa".
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