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Toscana

Prescrizioni record di psicofarmaci e degli antibiotici

Prescrizioni record di psicofarmaci e degli antibiotici

Al via una campagna sull’uso corretto dei medicinali e provvedimenti per ridurre il consumo ospedaliero

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Se ne consumano troppi. E forse anche male. Sia a casa che in ospedale. Quasi 29 milioni di dosi prescritte sul territorio in un anno, in Toscana: un consumo di 19,5 dosi di antibiotico al giorno a persona ogni mille abitanti, volendo parlare di cifre. Più quelle somministrati in ospedale: oltre 4,2 milioni di dosi solo nel 2015. Per questo la Regione parte con la campagna d'autunno: uso consapevole dell'antibiotico. Non è solo una questione di risparmio. Né di appropriatezza della spesa farmaceutica. «È anche un fattore di salute», dice Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità mentre illustra l'analisi del MeS, il Laboratorio di Management e Sanità della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa. Di fatto, il termometro della salute (e anche del gradimento) della sanità toscana.

BOLZANO VIRTUOSA

Il quadro è chiaro: fra le regioni e le province a statuto speciale che si sono messe a confronto, la Toscana risulta una grande, grandissima consumatrice di antibiotici. E neppure la leggera flessione registrata fra il 2014 e il 2015 nel consumo ospedaliero ridimensiona il fenomeno. Nel consumo extra-ospedaliero, infatti, il suo risultato è fra i più alti. E quindi fra peggiori: lontano circa 8 dosi al giorno dalla virtuosa Bolzano (11,8 dosi giornaliere per mille persone), ma anche dalla Liguria, Veneto e Friuli che risultano avere un consumo contenuto, a vari livelli, entro le 15 dosi giornaliere per mille abitanti. Peggio della Toscana, per il consumo territoriale di antibiotici riescono a fare solo Marche, Basilicata e Umbria. L’Umbria - fanalino di coda nella classifica di utilizzo di questo tipo di farmaci - registra, infatti, un consumo (quasi 23 dosi giornaliere per 1000 abitanti) da allarme rosso.

ECCESSO DA PSICOFARMACI

Un primato analogo la Toscana lo detiene, ormai da anni, per il consumo di psicofarmaci, con un consumo che supera la media nazionale (e anche delle altre regioni sottoposte a confronto) di gran lunga. Infatti in Toscana si registra un consumo di oltre 43 dosi giornaliere per mille abitanti, in media dieci in più di quelle registrate in Emilia Romagna, dove la situazione è critica, ma non da allarme rosso. In Toscana, invece, la situazione è limite: il consumo giornaliero, infatti è più del doppio della virtuosa Basilicata, dove si registrano 21 dosi giornaliere prescritte per mille abitanti. «Il consumo eccessivo di psicofarmaci - ammette la professoressa Sabina Nuti del MeS - in Toscana si spiega non tanto con la presenza di maggiori patologie rispetto alle altre regioni, quanto con un utilizzo improprio dei questi farmaci. Non sono pochi i pazienti che interrompono la cura a metà, dopo pochi mesi, senza terminare la terapia». Proprio quello che i medici raccomandano di non fare. In ogni caso, sul consumo di psicofarmaci c’è un uso eccessivo in tutte le (ex) Asl, con le situazioni peggiori, a Viareggio, Pistoia e Lucca.

ANTIBIOTICI, ASL PEGGIORI SULLA COSTA

Al contrario, per il consumo dei antibiotici, le performance peggiori - sul territorio (con prescrizioni eccessive anche da parte dei medici di base) - si hanno da Grosseto, a Pisa, passando per Livorno, Arezzo e Lucca, fanalino di coda. In Lucchesia (Versilia esclusa) il consumo di antibiotici sul territorio sfiora quasi le 22 dosi giornaliere per mille abitanti, un parametro più alto anche della media regionale.

ASSUNZIONE ERRATA DI FARMACI

Sono queste cifre che portano l'assessore Saccardi ad annunciare la campagna d'autunno contro l'abuso di antibiotici: «A un numero alto di prescrizioni, non so se sempre appropriate - osserva Stefania Saccardi - corrisponde, purtroppo, un numero alto di pazienti che sbagliano l’assunzione di questi medicinali. È per questo che da settembre partiremo con un a campagna di informazione su come assumere in modo corretto gli antibiotici. Ci siamo accorti che molte persone assumono gli antibiotici magari per un paio di giorni e al terzo interrompono la cura perché si sentono meglio: esattamente quello che è controindicato. Se una terapia prevede di assumere il farmaco per cinque giorni, c’è una ragione. L’interruzione della terapia è anche dannosa per l’organismo. Prendere un antibiotico non è come bere un bicchiere d’acqua». Interrompere l’assunzione, dunque, oltre a rendere inefficace la cura e a comportare uno spreco di risorse per l’acquisto di «quantitativi importanti di medicinali che si rivelano inefficaci per un consumo errato» creano danni per riparare ai quali c’è bisogno di ulteriori farmaci, insiste Stefania Saccardi.

CAMPAGNA SULL’USO CORRETTO

Ecco perché è necessario prendere provvedimenti. Informare i pazienti su come assumere gli antibiotici in modo corretto. Ma al tempo stesso - annuncia la Regione - dovranno essere adottati provvedimenti per ridurre il consumo ospedaliero, uno dei fattori di allarme rilevati dal MeS del Sant'Anna. Sul consumo ospedaliero di antibiotici, la Toscana fa peggio solo delle Marche e perde il primato negativo perché ha leggermente ridotto le prescrizioni rispetto al 2014. «Tuttavia - osserva la professoressa Sabina Nuti, responsabile del Laboratorio di Pisa - bisogna capire bene le ragioni dell'alto consumo di antibiotici in ospedale. A questo fenomeno, infatti, non è estraneo il fatto che in Toscana ci sia un basso tasso di ospedalizzazione, grazie a una buona rete di assistenza sanitaria territoriale. Non solo il tasso di ospedalizzazione è basso, ma anche la durata media della degenza è di un giorno più bassa della media registrata nelle regioni prese a confronto per la valutazione della qualità delle prestazioni sanitarie». Questo significa - prosegue la professoressa - che in Toscana «ci si ricovera, in generale, solo per patologie più gravi, per le quali è probabile ricorrere a cure farmacologiche più incisive, come gli antibiotici. La valutazione dell'appropriatezza del consumo di questi farmaci, quindi, deve essere molto attenta». Soprattutto prima di operare tagli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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