Il Tirreno

Toscana

I fenomeni del 2007 sognano l’Europa e vivono da precari

di Stefano Taglione
I fenomeni del 2007 sognano l’Europa e vivono da precari

Diplomati un anno prima della grande crisi economica Successi, sfide e paure degli ex studenti impeccabili

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LIVORNO. Virginia ha studiato all'isola d'Elba e oggi insegna inglese in una scuola pubblica del Belgio. Antonio, dopo la laurea in medicina, sta preparando il concorso per diventare specializzando in gastroenterologia. Noemi - dopo aver concluso la triennale in infermieristica - ha deciso che da grande voleva fare altro e si è trasferita a Forlì, alla Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori. Oggi abita a Monaco di Baviera e lavora in uno studio legale internazionale. Tre ragazzi toscani, un successo in comune: il 100 e lode all'esame di maturità.

L'estate del 2007 è appena cominciata, la grande crisi non è ancora arrivata. Le spiagge sono piene e non potrebbe essere altrimenti, visto che da metà giugno sull'Italia si è abbattuta un'ondata di caldo che avrà il suo apice nei 45 gradi e mezzo di Bari. I ragazzi ascoltano la musica dalle cuffiette dell'iPod, forse "Umbrella" di Rihanna o "Grace Kelly" di Mika.. Di iPhone non se ne vedono: il primo modello è uscito sul mercato solo negli Stati Uniti. E anziché catturare i Pokemon col telefonino, in riva al mare si gioca a sudoku. Ma Antonio, Noemi e Virginia sono chini sui libri. Stanno studiando per l'esame di maturità, il primo dall'entrata in vigore della riforma Fioroni, con la commissione composta per metà da professori di altre scuole e la novità del 100 e lode che, a differenza di quanto accadeva prima, ora può essere messo nero su bianco. È questo il voto del loro diploma, condiviso con altri 185 toscani che nove anni fa si sono guadagnati un posto nell'Albo nazionale delle eccellenze del ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca (il sito è www.indire.it/eccellenze): nell'anno scolastico 2006/2007 comprendeva 3.073 alunni provenienti da tutta Italia, mentre nel 2014/2015 3.212. Oggi quei ragazzi hanno quasi trent'anni. Molti hanno un posto fisso, altri sono dottorandi all'università, ma fra di loro purtroppo non mancano i precari o comunque coloro che ancora devono prendere una direzione precisa, magari in attesa di sostenere l'esame di stato per diventare avvocato o del concorso per entrare in una specializzazione medica.

BELGIO, MON AMOUR

I ragazzi dell'88 incarnano in pieno la generazione Erasmus. Parecchi di loro, infatti, durante l'università hanno deciso di andare a studiare all'estero. E c'è chi ha deciso di rimanerci, come Virginia Balestrini. Ogni mattina, poco dopo le 7,30, la giovane elbana saliva sul pullman che da Colle di Procchio la portava a Portoferraio, al liceo scientifico Raffaello Foresi. Poi, dopo il diploma, i trasferimenti prima a Bologna, poi a Bruxelles, dove vive da cinque anni. «Sono partita con l'Erasmus - spiega - e dopo la triennale ho deciso di trasferirmi lì per fare la specialistica». Virginia si è laureata nella città del Parlamento europeo e oggi insegna inglese agli alunni di una scuola superiore pubblica e italiano in un centro culturale. «Mi piacerebbe ritornare in Toscana - spiega Virginia - visto che iniziano a mancarmi parecchie cose, fra cui il mare. Certamente in Italia non avrei le stesse opportunità lavorative. E pensare che qui ci sono colleghi più giovani di me».

AVVOCATI D'EUROPA

Francesca Ciappi nove anni fa si aspettava sì il cento, ma non la lode. E invece dal Niccolò Copernico di Prato è uscita con il massimo dei voti. «Avevo una media vicina al dieci - spiega - e il risultato finale mi ha reso più consapevole dei miei mezzi». Oggi Francesca vive a Parigi e lavora per uno studio legale internazionale. «In Francia sono diventata avvocatessa - continua la - e seguo clienti italiani». Anche Noemi Mereu lavora nello stesso settore (da Hogan Lovells) ma come traduttrice e in Germania, a Monaco di Baviera. Una città che con il tempo è diventata una piccola Italia. «Ci sono tantissimi connazionali - racconta Noemi - ed è un posto molto vivo, dove i laghi non fanno rimpiangere il mare». Noemi è di Montale e si è diplomata all'istituto tecnico Capitini di Agliana. Tre anni di infermieristica all'università di Firenze, poi il cambio di rotta. «Anziché continuare su questa strada, mi sono iscritta alla Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori di Forlì - prosegue - per un'altra triennale. E dopo l'Erasmus in Germania, sono rimasta a lavorare a Monaco». Giada Lo Cascio sogna invece di fare l'avvocatessa in Italia. Dopo il 100 e lode al liceo scientifico Giosuè Carducci di Piombino e la laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti a Pisa, sta ultimando il tirocinio forense e a dicembre dovrà sostenere l'esame di stato. «All'inizio non pensavo di intraprendere questa carriera - dice - poi, durante gli studi, capì che era la mia strada».

DOTTORANDI ALL'UNIVERSITÀ

Fra gli alunni d'eccellenza c'è chi è rimasto nel mondo accademico. Alessandro Boccadifuoco è di Sarzana, ma ha frequentato le scuole a Carrara. Dopo la maturità al liceo scientifico Guglielmo Marconi, si è laureato in ingegneria aerospaziale all'università di Pisa, dove è rimasto come dottorando. «Sto studiando la dinamica del sangue all'interno degli aneurismi dell'aorta toracica - racconta Boccadifuoco - e per preparare la tesi della specialistica sono stato nove mesi alla San Diego State University». Giampaolo Torrisi - dopo aver concluso il liceo scientifico Guido Castelnuovo e la triennale in ingegneria meccanica a Firenze - è partito per la Svizzera. «Mi sono iscritto al Politecnico federale di Zurigo - racconta - perché è fra i migliori d'Europa. Ora mi occupo di ingegneria dell'automazione, visto che sono rimasto all'interno dell'ateneo per un dottorato. La Svizzera mi piace, la qualità della vita è ottima e mi piacerebbe lavorare in un'azienda».

FUTURI MEDICI

Margherita Barbuti abita a Pisa. Si è diplomata al liceo scientifico Ulisse Dini ed è sempre rimasta nella città della torre pendente. Laureata in medicina, è specializzanda in psichiatria. «Il 100 e lode - spiega - mi ha aiutata molto perché era previsto un bonus di mille euro con cui ho comprato i volumi di anatomia». Antonio D'Errico, di Follonica, spera di fare altrettanto. Proprio in questi giorni l'ex alunno del liceo linguistico Cattaneo dovrà sostenere il concorso per entrare come specializzando in geriatria, urologia o gastroenterologia. «Durante l'università - ricorda - nei ragazzi usciti dalle superiori con il 100 e lode ho notato una sensibilità molto spiccata».

INGEGNERI AL NUOVO PIGNONE

Il Nuovo Pignone ha reclutato almeno due ex genietti. Una di loro è la viareggina Irene Martinelli, diplomatasi al liceo scientifico Barsanti e Matteucci. «Proprio in sede d'esame - ricorda la giovane versiliese - la presidente di commissione mi consigliò di provare il test di ingresso al Sant'Anna. Io non ci avevo pensato, tanto che non studiai nulla e partii per le vacanze. Ci pensai solo al ritorno, partecipando al concorso di ingegneria meccanica. È andato tutto bene e una settimana dopo la laurea ho iniziato a lavorare a Firenze, in General Electric». Un percorso simile a quello di Giacomo Ragni, fiorentino, diplomatosi al liceo scientifico Guido Castelnuovo, sempre nel capoluogo toscano. Anche per lui test positivo al Sant'Anna e prima della laurea l'assunzione in Ferrari. Poi il ritorno a casa, al Nuovo Pignone, dove si occupa di «progettare prototipi di turbine».

PRECARIE CON LODE

Elisa Valentini si è diplomata con il massimo dei voti all'istituto tecnico Enrico Fermi di San Marcello Pistoiese. Appassionata di turismo, ha proseguito iscrivendosi a scienze turistiche, a Pistoia. «Non ho fatto la specialistica perché la trovavo ripetitiva - spiega Elisa - così ho iniziato a lavorare come giornalista, frequentando anche un master in comunicazione. Sono corrispondente per La Nazione dalla montagna pistoiese, ho lavorato come accompagnatrice turistica e collaboro anche per Tv Libera Pistoia». Barbara Merendoni nove anni fa si è diplomata in quello che oggi è l'ex liceo socio-psicopedagogico della Scuola Cicognini di Prato. Qualche esperienza come precaria nel giornalismo («in un quotidiano di Prato che ho lasciato perché non c'erano sbocchi») poi un master e il trasferimento a Piacenza. «Sono addetta stampa per una casa editrice - conclude Barbara - e traduco i testi dall'inglese, facendo anche la correttrice di bozze».

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