Lutto
Unicoop Tirreno, alleanza più stretta con gli emiliani
Ancora perdite dalla rete di Campania e Lazio. Si studiano strategie per risanare i conti, l'azienda smentisce cessioni di quote. Mercoledì il cda potrebbe fare un altro passo verso la holding Alleanza 3.0
Mercoledì si è riunito il consiglio di amministrazione di Unicoop Tirreno, a Riotorto, per una discussione che riguarda la difficile situazione dei bilanci della cooperativa. Un tentativo di trovare una strategia che consenta di far tornare in equilibrio i conti, messi a dura prova in questi anni soprattutto dei punti vendita al di fuori dalla Toscana, in Campania e nel Lazio.
Questa volta però potrebbe esserci un’accelerazione, con una partnership più stretta di quanto non lo sia già con le fortissime coop emiliane, le ex Adriatica, Estense e Nord Est, oggi fuse nella Alleanza 3.0. Altre ipotesi paiono in questo momento inverosimili, mentre ha una maggiore solidità l’ipotesi in campo di un intervento in difesa della coop tirrenica: un ingresso diretto nella società.
Durante il cda di mercoledì Coop Italia e Lega delle Cooperative avrebbero espresso preoccupazione per la situazione, nonostante un leggero calo del disavanzo nel primo trimestre di attività. Incide su una situazione che da qualche tempo non è brillante anche il calo del prestito sociale che si registra nel sistema cooperativo italiano. Insomma le soluzioni al vaglio per risolvere la situazione sono diverse, dal passaggio all’interno dell’Alleanza 3.0 all’incremento della partnership con la stessa.
Del resto l'intesa col mondo Coop dell'Emilia Romagna e del Nord Est, sotto le insegne di "Coop Alleanza 3.0" è vecchia di alcuni mesi, sancita nel corso delle assemblee dei soci, per un'operazione in grado di portare nelle casse di Unicoop 21,2 milioni di euro a fronte di un margine operativo che nel bilancio preventivo 2016 veniva indicato in rosso ancora per oltre 10 milioni di euro.
In cambio Unicoop metteva sul piatto la propria rete di punti vendita della Campania - da sempre un peso nei conti della cooperativa - gestita da una società al 70% di Coop Alleanza 3.0 e per il 30% a Unicoop Tirreno, con percentuali invertite (30% a Alleanza 3.0 e 70% a Unicoop Tirreno) per la società che guida i punti vendita in Lazio e Umbria.
Tutto è rimandato al prossimo consiglio di amministrazione, programmato per mercoledì prossimo, dal quale potrebbero emergere indicazioni più chiare sul futuro della cooperativa. Resta da capire, se le voci di un ingresso societario di Alleanza 3.0 fossero confermate, quali mosse si prevedono per il futuro della coperativa tirrenica.
L’ufficio stampa di Unicoop Tirreno spiega come il cda e il presidente Marco Lami siano «saldamente al loro posto», smentendo «qualsiasi ipotesi di cessione di quote». Mercoledì prossimo nella riunione del cda verranno formalizzate le decisioni tese a quello che a Riotorto viene dipinto con un atto necessario al rafforzamento della cooperativa piombinese. Fonti aziendali ribadiscono poi come quello a cui sta lavorando il cda è la semplice prosecuzione di un cammino già avviato per il definitivo risanamento dei conti e il necessario riequilibrio gestionale. Con un piano industriale che - assicurano da Riotorto - poggerà su alleanze più strette con altre realtà del mondo cooperativo ma senza alcuna perdita dei propri tratti distintivi.
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