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Toscana

«Usiamo queste risorse per le bonifiche»

«Usiamo queste risorse per le bonifiche»

L’assessora Fratoni: utili anche per progetti di recupero dei materiali. Cispel: vogliono solo fare cassa

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FIRENZE. Usare i soldi dell’ecotassa per «progetti di riciclo della materia». Oppure per la bonifica delle discariche esaurite. La gestione della cosiddetta fase “post mortem” di questi impianti che «in Toscana abbondano», ricorda Federica Fratoni, assessore regionale all’Ambiente.

L’aumento dell’ecotassa non sarà solo una gabella per imprese e cittadini sui rifiuti in ingresso nelle discariche. Nell’idea della Regione c’è anche l’idea di utilizzare parte di questi soldi per co-finanziare progetti di economia circolare che facilitino il recupero dei materiali, la loro trasformazione in prodotti da immettere sul mercato. Uno su tutti: un progetto pilota in corso a Lucca, che coinvolge le cartiere per il recupero del “pulper”, lo scarto della lavorazione della carta. Il progetto “Eco-pul plus” prevede la realizzazione di un prototipo di pancali di plastica proprio utilizzando il materiale di scarto della lavorazione della carta. La possibilità di commercializzare questi pancali (creati dal riciclo del pulper) è un esempio di “economia circolare” finanziabile con parte delle entrate da ecotassa, magari un paio di milioni su cinque, og ni anno.

Il risultato sarebbe doppio: aumentare il recupero di rifiuti speciali e diminuire lo smaltimento in discarica. Un obiettivo da raggiungere in una regione come la Toscana dove, secondo il Catasto dei rifiuti dell’Ispra, ancora nel 2014 si producono circa 600 chili di spazzatura a persona, dato secondo solo a quello dell’Emilia Romagna. Sicuramente, nel totale ci influisce la presenza di turisti, ma questo non influisce sul fatto che la raccolta differenziata media in Toscana sia addirittura 20 punti sotto il risultato minimo previsto del 65%. Nel 2014, infatti, sempre secondo il Catasto dei rifiuti Ispra, la percentuale di raccolta differenziata era ferma al 44,3%, più bassa ancora della Campania, e lontana perfino dalla percentuale di Umbria e Marche, le Regioni con cui la Toscana aspira a creare l’Italia di centro.

Due cifre fotografano bene la situazione: nel 2014, la Toscana ha prodotto 2 milioni e 254mila tonnellate di rifiuti urbani (che sono comunque solo un quarto di quelli industriali/produttivi). Di questi meno di 998mila sono stati recuperati attraverso un sistema di raccolta differenziata. Da qui la necessità - secondo la Regione - di incentivare forme alternative allo smaltimento in discarica, anche attraverso l’aumento dell’ecotassa.

La spiegazione, però, non convince né Confindustria né Cispel, il consorzio che riunisce tutte le società di gestione dei servizi pubblici, compreso la raccolta e smaltimento dei rifiuti. L’idea di entrambe le associazioni, infatti, è che l’aumento dell’ecotassa proposto due giorni fa dalla giunta al consiglio regionale, in questa fase serva soltanto a «fare cassa».

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