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L'invasione dei Pokèmon: animaletti al fronte, in sala parto, sulla bara e altre ordinarie follie

Luciano Donzella
L'invasione dei Pokèmon: animaletti al fronte, in sala parto, sulla bara e altre ordinarie follie

Un cameriere neozelandese si è licenziato per dedicarsi a tempo pieno alla caccia virtuale. E in Australia il valore delle case aumenta se annunciano la presenza di luoghi dove trovare i mostriciattoli

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In quest'epoca di pazzi - come cantava Battiato - ci mancavano… i maniaci di Pokèmon Go, il gioco Nintendo in ambiente reale che ha travolto il pianeta come uno tsunami. In poche settimane l'esercito dei giocatori che vanno in giro con lo smartphone in mano a caccia di mostriciattoli made in Japan è diventato sterminato. E nei cinque continenti la follia di gruppo ha fatto succedere di tutto.

Negli Stati Uniti, a Riverton (Wyoming) una ragazza di 19 anni distratta dalla caccia è caduta in un fiume. Ma non è finita lì: è anche andata a sbattere contro il cadavere di un annegato che galleggiava in acqua. Sempre in Usa un uomo durante il parto di sua moglie non è riuscito a rinunciare alla cattura di un Pokèmon volatile: «Appena è apparso mi dissi "cavolo, c'è un Pidgey seduto sul letto - ha spiegato -Quindi ho fatto una foto, l'ho catturato e l'ho mostrato a mia moglie». Che pare non si sia neanche arrabbiata. A O'Fallon nel Missouri la polizia ha arrestato una gang di 4 ragazzi tra i 16 e i 18 anni che ha utilizzato il gioco Nintendo come esca: i quattro, trovati con una pistola e centomila dollari in contanti, avevano trovato il modo di far convergere i giocatori in luoghi affollati di Pokèmon ma isolati, dove li rapinavano.

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A Sidney un australiano ha lanciato su Facebook un evento per una caccia collettiva al Royal Botanic Garden. Si sono presentati in 5.000. Un 28enne di Auburn, nello stato di New York, è andato a schiantarsi su un albero perché, come ha poi ammesso, distratto dal gioco. Un ventiquattrenne neozelandese si è licenziato in modo da potersi dedicare a tempo pieno al gioco. Da sette anni faceva il cameriere in un bar di Auckland, ma il lavoro era un ostacolo per diventare, come spera, il miglior giocatore di Pokemon Go del mondo. Sempre in Nuova Zelanda due ragazze si sono avventurate in kayak al largo nell'Oceano per inseguire un Pokémon.

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Caccia al Pokèmon anche in zona di guerra. «Ho appena preso il mio primo Pokémon sulla linea del fronte di Mosul nei pressi di Telskuf Daesh, venite a sfidarmi ad una battaglia di Pokémon. I mortai sono per le fighette». Questo il messaggio, con tanto di foto della preda, inviato da un ex marine impegnato contro l'Isis.

Ma i mostriciattoli sono ovunque: ospiti ai matrimoni, sul letto di un ospedale, sull'ala di un aeroplano inquietante come il goblin del film "Ai confini della realtà", coinvolti in una retata della polizia e perfino a un funerale, in chiesa sopra la bara. E poi nelle case: nel piatto di lasagne e sulla sedia a dondolo, nel water e in groppa al gatto. Tanto che Pokémon Go ha colpito anche il mercato immobiliare: In Australia alcuni annunci di case in vendita riportano la presenza di PokeStop e Gym, dove è facile fare buona caccia. E i prezzi delle case aumentano.

 

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