Il Tirreno

Toscana

La Versilia strapiena, sulle spiagge sono tornati i toscani

di Cesare Bonifazi
La spiaggia di Lido di Camaiore domenica 17 luglio (foto Paglianti)
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La spiaggia di Lido di Camaiore domenica 17 luglio (foto Paglianti)

La paura di attentati in Europa favorisce le vacanze vicino a casa. La crisi non è superata, ma gli albergatori registrano un luglio boom. Nel fine settimana la regola è il sold-out

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VIAREGGIO. “Non cambiare, stessa spiaggia stesso mare” è un tormentone dei tempi andati che torna attuale. Ma non c’è solo questo: mai come quest'anno il relax sotto l'ombrellone è diventato “geopolitico”. Da una parte gli anglosassoni che vogliono godersi quel po’ dell’Europa che gli rimane in attesa della Brexit e dall’altra gli italiani che preferiscono rimanere a casa perché si sentono più al sicuro.

Sembra che anche noi toscani di andare in giro a cercare altri paradisi e posti esotici proprio non ne vogliamo sapere. E così, dopo un giugno che definire disastroso è dir poco, tra nuvoloni neri, trombe d'aria, acquazzoni e allagamenti, ecco arrivare il luglio tanto atteso con il suo sole da piena stagione, e tornano piene anche le spiagge che registrano in questi giorni un tutto esaurito che ha dell'incredibile. I pienoni negli alberghi però sono attesi da questa settimana.

Siamo usciti dalla crisi? «Forse - dice Elisabetta Bellotti di Federalberghi Viareggio - Un dato che ci fa ben sperare è che finalmente stiamo registrando il ritorno dei toscani in Versilia. Prima erano solo gli habitué, quelli che da decenni rispettano le proprie tradizioni o che avevano la casa al mare. Quest’anno abbiamo avuto tante prenotazioni di nuove famiglie che vengono da noi per la tranquillità e i servizi che la Versilia offre. Un sentimento nuovo che non avevamo percepito fino a oggi invece è la paura: tante persone che prima avrebbero optato per una capitale d’arte o nei viaggi esotici in Egitto e Tunisia, adesso preferiscono non muoversi. Colpa della situazione internazionale incerta e degli attentati così imprevedibili».

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Un fenomeno anticipato già a maggio dagli esperti. Il Ciset, centro ricerche specializzato in analisi turistica dell'Università Cà Foscari di Venezia, aveva infatti previsto un’estate di crescita per il turismo in Italia (In Toscana si parla di +3%), oltre al fatto che la geografia dei viaggi sarebbe cambiata per la paura degli attacchi terroristici.

Il rapporto dell’università veneziana specifica che a trainare la ripresa sarebbero stati proprio gli italiani nelle mete vicino a casa.

Ma per chi non vuole rinunciare a prenotare una vacanza all’estero, alcune agenzie di viaggio si sono organizzate con i pacchetti “Salva vacanze” che permettono di rinunciare anche all'ultimo secondo alla prenotazione senza subire penali.

Se da una parte quindi i toscani sentono il peso della politica estera e delle guerre sulle sponde del Mediterraneo, dall’altra gli affari di balneari e albergatori di casa nostra riprendono fiato. «Abbiamo perso tutto il mese di giugno - ammette Francesco Mattugini, presidente dei balneari di Forte dei Marmi - purtroppo il nostro lavoro è molto legato alle condizioni del meteo».

Da quindici giorni circa però il sole ha deciso di baciare nuovamente il litorale e la gente se n'è accorta. «L’affluenza è in forte rialzo - ammette - resistono gli stagionali e nei weekend ovviamente la spiaggia è un formicaio, il sold out è la norma. Durante la settimana invece il lavoro è altalenante».

Non per tutti. Emanuele Palagi, titolare del bagno Scorpio di Lido di Camaiore, ha avuto un bel da fare negli ultimi giorni: «Contrariamente agli altri anni, abbiamo fatto il tutto esaurito anche durante la settimana. Tanti italiani. Sul lato stranieri abbiamo avuto molti inglesi, sempre presenti nelle nostre spiagge, ma che quest’anno sembrano essere tornati prepotentemente, anche se spesso arrivano un paio di giorni e ripartono. In controtendenza rispetto alle stagioni passate, gli scandinavi, svedesi e norvegesi che tornano molto in Versilia».

E torna anche il mito da b-movie della svedese sola in vacanza? «No - dice Palagi - sono principalmente famiglie».

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