Il Tirreno

Toscana

operazione dei carabinieri

Sacerdote maltrattato: sette arresti

Atti di crudeltà e percosse a Firenze in un convitto ecclesiastico

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FIRENZE. Crudeltà e vessazioni su un anziano sacerdote: per questo i carabinieri della compagnia di Firenze hanno arrestato e messo ai domiciliari ieri mattina, sei operatori sociosanitari e un infermiere del Convitto ecclesiastico di via San Leonardo, a Firenze. Le misure cautelari sono state emesse dal gip del tribunale del capoluogo toscano Maria Dolores Limongi su richiesta del pm Sandro Cutrignelli. Per tutti l’accusa è quella di maltrattamenti. Nei guai - grazie alle telecamere e ai microfoni nascosti installati dai militari nella stanza singola del sacerdote a seguito della denuncia filmata di una collega dei sanitari - sono finiti gli operatori Claudio Bonfanti, 54 anni di Firenze ma residente in provincia di Prato, Luca Conte, 34 anni, fiorentino ma residente a Pistoia, Massimiliano Malavolta, (50), residente a Scandicci (Firenze), Klaudjan Bajrami, 45 anni, di origine albanese ma residente in Mugello, Christian Edward Vasquez Sotomayor, (34), originario del Perù ma residente a Firenze, Alberto Catarzi, (32) fiorentino, e l'infermiere Giuseppe Florida (31), nato a Ragusa ma residente nel capoluogo toscano. Altre cinque persone sono state perquisite, altre due risultano indagate a piede libero. I dipendenti del convitto finiti sotto inchiesta saranno tutti sospesi dal servizio. Le sevizie nei confronti del sacerdote andavano avanti da almeno un anno. Secondo il pm e il gip, i sette avrebbero agito come un vero e proprio «branco che, dimenticati i doveri delle professione sanitaria, e dopo aver individuato un soggetto debole, si è accanito con crudeltà» sul religioso, condividendo abitudini e comportamenti vessatori ed intollerabili. Le indagini sono partite dalla denuncia della direzione del convitto e dalla società Auxilium, incaricata dell’assistenza infermieristica. A loro si era rivolta la dipendente che, anziché girarsi dall’altra parte di fronte alle violenze dei colleghi, aveva filmato gli abusi di nascosto. Abusi che gli stessi indagati filmavano e fotografano per poi condividerli su Whatsapp. Nel convitto fiorentino che ospita anziani sacerdoti per lunghe degenze e preti che, temporaneamente, hanno bisogno di assistenza, non sono state commesse violenze su altri degenti. L'Arcidiocesi di Firenze, dal canto suo, si costituita parte lesa . Per il gip e il pm la scelta sarebbe caduta proprio sull’anziano sacerdote perché, pur affetto da una grave patologia, conservava reattività che li faceva “divertire”. I carabinieri hanno scoperto che i 7 provocavano l'anziano cercando di farlo bestemmiare, incitandolo ad avere atteggiamenti sessuali, minacciando di farlo dormire fuori dalla sua stanza con colpi in testa e sul volto.(m.m.)

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di Redazione Pisa