Sicurezza
Lotta all'evasione fiscale, progetto triennale da mezzo milione di Regione e Anci
L’obiettivo è il catasto dei contribuenti dei 279 Comuni. Più personale specializzato e migliore riscossione
FIRENZE. Il progetto è triennale. L’investimento della Regione anche: 550.000 euro per scovare gli evasori. E costruire la Rete regionale della fiscalità locale: il vero “catasto” dei contribuenti di 279 Comuni. In cima alla piramide, una “cabina di regia” composta da esperti nominati sia da Regione sia da Anci, ideatori dell’accordo.
CABINA DI REGIA MENSILE
Ogni mese la “cabina di regia” si dovrà riunire per «monitorare l’andamento delle attività» necessarie a individuare chi non paga tributi e tasse locali o regionali. I tecnici potranno (anzi dovranno) controllare i costi delle attività necessarie a scovare gli evasori, per capire se e quanto sono efficaci; se c’è necessità di modificarle: per questo avranno a disposizione (come riferimento) una relazione semestrale e una relazione annuale coi dati dell’evasione recuperata. Senza mezzi termini, infatti, la giunta regionale dice che se non verranno scovati evasori a sufficienza, dopo aver speso i primi 250.000 euro finanziati per il primo anno di attività (e disponibili già dall’autunno), non stanzierà gli altri 300.000 euro previsti - in due tranche da 150.000 euro l’una - per il 2017 e il 2018.
CONTROLLI PER ZONE SIMILI
La creazione della Rete regionale della fiscalità, infatti, deve concludersi in 36 mesi: così prevede il protocollo fra Anci e Regione per «promuovere e supportare la progettazione sovracomunale un ambito fiscale delle zone omogenee individuate da Regione Toscana, secondo quanto previsto dal nuovo Piano di sviluppo regionale (2016- 2020) quali punti di raccordo fra la strategia locale e quella regionale».
In parole semplici - spiega Vittorio Bugli, assessore regionale alle Finanze - con questa nuova organizzazione «faremo un salto di qualità nella lotta all’evasione. Consentiremo ai Comuni di organizzarsi in gruppo per zone omogenee». Le zone “omogenee” dovranno essere individuate dal consiglio regionale e dalla giunta in sede di valutazione del Piano regionale di sviluppo, secondo parametri concordati.
VERIFICHE AI COMUNI
«Organizzando i controlli fiscali e tributari per zone tributarie omogenee - riprende Bugli - avremo risultati più attendibili. Inoltre sarà più facile sottoporre le aree a verifica, potendo anche contare su più personale da spendere per una stessa zona. Potremo pure contare su economie di scala per la formazione». Di fatto formare più persone, non solo dipendenti amministrativi, ma anche «vigili urbani chiamati a effettuare controlli sul territorio, con tablet dotati di programmi speciali». E tecnici. Perché - evidenzia l’assessorato alle Finanze - sarebbe importante «per il successo del progetto che fosse proprio il personale dei Comuni a effettuare i controlli in base ai quali contestare l’evasione. Un esempio concreto: dovrebbero essere i dipendenti degli enti locali a effettuare le misurazioni degli immobili, in particolare delle case, per contestare il mancato pagamento della Tari, la tassa dei rifiuti. Questo, a nostro avviso, migliorerebbe l’accertamento, finora troppo spesso lasciato alle società e alle aziende che si occupano del servizio, la raccolta e smaltimento dei rifiuti».
MIGLIORARE LA RISCOSSIONE
Già migliorando l’accertamento - insiste la Regione - si punta a scoprire molti più evasori totali. «Il passo successivo sarebbe riuscire a far organizzare al personale dei Comuni anche la riscossione che oggi, in assenza di una norma statale riformata, ciascun ente organizza come vuole. Molto spesso viene affidata a società esterne». Ma i risultati non sono ottimali. Oscillano fra il 30 e il 50% dell’evasione individuata.(il.bo.)
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